Asilo politico

PREMESSA
by MARIO MASTROCECCO

Non si può premettere qualcosa all'asilo, perchè prima dell'asilo non viene niente. Prima dell'asilo si sta a casa, al calduccio della mamma e non si pensa a nulla. Pappa, cacca e nanna.
Poi si comincia a salire la scala che porta alla laurea, al lavoro o alla disoccupazione, e si entra all'asilo.
L'asilo è lo stadio iniziale, ma non è una vera scuola. Si gioca, si fa casino, ma ci si scontra anche con gli altri e si prendono i primi cazziatoni. L'asilo è il primo passo per tutti, per chi diventa ingegnere e per chi va a insegnare educazione fisica; all'asilo non si boccia nessuno.
E' per questo che si chiama così, questo spazio. Perchè lo vorremmo come un'incubatrice di pensieri politici e riflessioni sulla politica, ma dove non si scarta nessuno, non si prefiggono mete, non si mettono (e non si raccolgono) voti.
La metafora ha anche un altro segno, quello dell'accoglienza per i rifugiati, esiliati, profughi, transfughi di esperienze politiche diverse, di percorsi tortuosi, lasciati a metà o portati al punto di rottura, di sentieri smarriti, di strade sbagliate.
Asilo politico per chi non ha mai trovato patria nelle adunate di partito o non trova più pace nelle marce dei pacifisti; per chi non parla di politica con la bocca piena e per chi parla da solo davanti al telegiornale. Per chi andava a qualche riunione sì, ma solo per sentire quello che si diceva e per chi non perdeva occasione per non ascoltare gli altri. Per chi comprava tutti i giorni "il manifesto" ma non ha mai attaccato un manifesto e per chi sfogliando famiglia cristiana nell'anticamera del dentista si accorge che c'è stato il family day e si pente di non esserci andato, ma tanto forse è meglio così...
Asilo politico per chi vuole ancora provare a dire qualcosa, perchè, alla fin fine, gli sembra di riuscire ancora a pensare qualcosa. Per la nostra generazione, che non ce la fa più a ripetere gli slogan degli altri e non vuole inventarne di propri. Per non restare troppo calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore.

Articoli della categoria:

Errata NON corrige

Fa piacere scoprire che nel pantheon (come usa dire oggigiorno) della redazione di Mr. Dedalus campeggi spesso Fabrizio De André. Poi però capita di leggere che “il 6 aprile del 1975 (…) alla guida degli infedeli c’è Paolo VI, l’estremismo di destra e di sinistra ha messo le mani sull’industria del piombo, al cinema spopolano […]

Altro

Black Panther Party

Nei primi anni ’80 il governo degli Stati Uniti è impegnato in una lotta senza quartiere agli attivisti del movimento Black Liberation Army. Finiscono nel mirino federale anche le organizzazioni che lo appoggiano in modo più o meno diretto. Fra queste c’è il movimento 19 maggio del quale fa parte anche una ragazza italiana, Silvia […]

Altro

Parole di piombo

E’ dall’agosto scorso che cerco pretesti per scrivere dell’Orma rossa di Cesare Battisti. Ogni volta che ho messo mano alla tastiera con l’idea di una stroncatura il pollice da verso tornava ad essere recto e poi al contrario la volta successiva, con oscillazioni di un paio di mesi di periodo (più propriamente si dovrebbe parlare […]

Altro

La ragione e la forza

Si fa presto a dire Marx fuori dai cancelli, la lotta, le chitarre, l’occupazione, la cigs a zero ore, famiglie di operai licenziati dai padroni, drammi personali, drammi collettivi. Si fa presto? Dipende – a volte ci vogliono attimi per dire e anni per pensarci – e non dico quante generazioni ci vogliono poi per […]

Altro

Ci è rimasta la ragione

Meno di due mesi fa ci son state a Mirafiori una serie di assemblee sulla finanziaria. C’erano anche Epifani, Bonanni e Angeletti, segretari generali di CGIL, CISL e UIL. Era da 26 anni che i confederali non mettevano piede a Mirafiori. Gli ultimi furono Lama, Carniti e Benvenuto nell’80, al termine dei famigerati 35 giorni […]

Altro

La conquista del pane

Se in un periodo dominato dalla teoria dell’evoluzionismo darwiniano (in campo scientifico) e dal socialismo scientifico (in campo politico) è esistito un uomo fissato con la compatibilità dell’anarchia con sviluppo e metodi scientifici, ai giorni nostri mi deve essere concessa la possibilità, almeno una volta, di definirmi (pur senza esserlo) un po’ anarchico.

Altro