Bush chi legge

Cos’è il genio? Si chiedeva il Melandri ricordando le imprese escrementizie del suo sodale.
Il “genio”, con la “sg” fiorentina naturalmente, è “fantasia, intuizione, colpo d’occhio e soprattutto … velocità di esecuzione”.
Il genio, mi costi pure un’accusa di apologia, è quello che ha portato a scrivere MORO=BUSH sul muro di via Fani. O bush=moro, come riportano alcuni, è lo stesso.
Dispiace, certo, che si sia imbrattato un monumento che ricorda una pagina tanto buia della storia patria. Via, per questo lo condanniamo anche noi, ma che ci sia intervenuto il Capo dello Stato… Ma non è questo. Lo si poteva scrivere da un’altra parte, lo si potrebbe scrivere ovunque e sfido qualunque sezione della Cassazione ad individuare il reato. Apologia di terrorismo (di chi?)? Ingiurie (a chi?)? Minaccia?
Il Presidente della Repubblica ha detto che la scritta è un’infame offesa alla memoria di Aldo Moro. Ciò vuol dire, se l’ermeneutica mi assiste, che Egli considera offensivo per uno statista l’essere assimilato all’attuale presidente degli Stati Uniti d’America. Lo stesso dicasi per le decine di dichiarazioni di sdegno espresse da tutto il quadro politico, dall’immancabile Presidente emerito Cossiga, che accusa la maggioranza attuale di essere “mandante morale” del gesto (per aver criminalizzato Bush o per aver criminalizzato Moro?), all’insignificante Prodi “un gesto che offende il sentimento mio e di tutti gli Italiani” (il che implica due cose: 1. Prodi considera Bush una merda pur avendolo ricevuto con tutti gli onori quello stesso giorno. 2. Prodi ritiene che l’intero popolo italiano consideri Bush una merda, ma, cionostante, lo ha ricevuto a nome del popolo italiano).
L’ineffabile Berty invece, col suo solito stile (che la pipa di Marini gli fa una pippa), si distingue un po’ dal gruppo e definisce il gesto “frutto dell’ignoranza”. Bene, ignoranti, ma io (che pur avendo votato per lui e per prodi continuo a pensare) mi chiedo: vuol dire che l’autore o gli autori non conoscono bene né Moro né Bush perché altrimenti non avrebbero fatto quell’equazione, ma cosa c’è di offensivo in questo, se non ritiene (come evidentemente tutti loro ritengono) che uno dei due termini è negativo? Sarebbe come scrivere Merkel= De Gasperi, Sarkozy = Andreotti (e voglio vedere poi chi si sente offeso!?).
Ma perché nessuno, dico proprio nessuno, si è sentito di chiedere scusa al signor Presidente Bush (che pure era presente proprio quel giorno)? A nessuno è venuto in mente che avrebbe potuto offendersi anche lui, visto che in questo Paese si usa il suo nome come offesa? Eppure si sarebbe potuto leggere la cosa come una minaccia, il tentativo di augurare al Presidente americano la stessa sorte dello statista democristiano. Anzi, forse era la lettura più facile, ma nessuno si è sentito di inviare messaggi di solidarietà a Bush.
No no, cari i miei soloni, l’avete detto voi, dare del Bush a qualcuno è offensivo. Bush vuol dire cornuto, delinquente, merda, imbecille o anche peggio.
Chissà se da oggi negli stadi verranno sequestrati gli striscioni con scritto “Milan Bush”, o se mai un giudice si troverà di fronte qualcuno arrestato per aver urlato al vicino “a fijo de Bush!”.
E chissà se quel giudice userà la ragione e la logica o per lo meno la memoria, che gli fecero superare il pur impegnativo esame di magistratura, per mandare prosciolto il poveraccio (con mille scuse in nome del popolo italiano) o si farà ancora una volta rimbambire dalla cagnara istituzionale.

In altri tempi, che qualcuno rimpiange, si sarebbe detto che l’ignoto voleva “mettere il sistema di fronte alle proprie contraddizioni”. A quanto pare il concetto di contraddizione, implicando un confronto e quindi un elementare ragionamento, non ha cittadinanza nel ceto politico. O forse ce l’ha ma non si può dire, “arguzia privata e pubblica viltà”. La verità è che si tratta di uno squallido episodio di emulazione di qualche idiota gruppettaro che evocando il “grande spauracchio” delle BR crede di essere diventato grande, ed invece è sapientemente strumentalizzato da quattro vecchi volponi, che sapevano che stava per scendere in piazza un corteo “radicale” e hanno pensato bene di avvelenare un po’ il clima. La verità è banale, stupida, cattiva. Meglio astrarre, lasciare che una risata seppellisca imbecilli e sciacalli, e immaginare una coscienza candida, un’intelligenza libera che può ancora scherzare coi santi.
Cos’altro è, sennò, il Genio?

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