Asilo politico

PREMESSA
by MARIO MASTROCECCO

Non si può premettere qualcosa all'asilo, perchè prima dell'asilo non viene niente. Prima dell'asilo si sta a casa, al calduccio della mamma e non si pensa a nulla. Pappa, cacca e nanna.
Poi si comincia a salire la scala che porta alla laurea, al lavoro o alla disoccupazione, e si entra all'asilo.
L'asilo è lo stadio iniziale, ma non è una vera scuola. Si gioca, si fa casino, ma ci si scontra anche con gli altri e si prendono i primi cazziatoni. L'asilo è il primo passo per tutti, per chi diventa ingegnere e per chi va a insegnare educazione fisica; all'asilo non si boccia nessuno.
E' per questo che si chiama così, questo spazio. Perchè lo vorremmo come un'incubatrice di pensieri politici e riflessioni sulla politica, ma dove non si scarta nessuno, non si prefiggono mete, non si mettono (e non si raccolgono) voti.
La metafora ha anche un altro segno, quello dell'accoglienza per i rifugiati, esiliati, profughi, transfughi di esperienze politiche diverse, di percorsi tortuosi, lasciati a metà o portati al punto di rottura, di sentieri smarriti, di strade sbagliate.
Asilo politico per chi non ha mai trovato patria nelle adunate di partito o non trova più pace nelle marce dei pacifisti; per chi non parla di politica con la bocca piena e per chi parla da solo davanti al telegiornale. Per chi andava a qualche riunione sì, ma solo per sentire quello che si diceva e per chi non perdeva occasione per non ascoltare gli altri. Per chi comprava tutti i giorni "il manifesto" ma non ha mai attaccato un manifesto e per chi sfogliando famiglia cristiana nell'anticamera del dentista si accorge che c'è stato il family day e si pente di non esserci andato, ma tanto forse è meglio così...
Asilo politico per chi vuole ancora provare a dire qualcosa, perchè, alla fin fine, gli sembra di riuscire ancora a pensare qualcosa. Per la nostra generazione, che non ce la fa più a ripetere gli slogan degli altri e non vuole inventarne di propri. Per non restare troppo calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore.

Articoli della categoria:

Regine socialiste

Un trafiletto nelle pagine interne dei giornali di quest’estate “Nella sua consueta trasmissione tv-fiume quotidiana, «Alo Presidente», ha annunciato l’ennesima modifica alla Costituzione, la 34esima: Una legge speciale stabilirà l’unità politico-territoriale della città di Caracas, che si chiamerà la Cuna de Bolivar y Reina del Guaraira Repano (Culla di Bolivar e Regina del Mare fatto […]

Altro

Ch’a brûxa, ch’a brûxa

La puntata di Blob di domenica aveva forse un titolo: né al cielo. Blob è un programma “fatto da” Enrico Ghezzi che lo riconosci subito perché, in alto a sinistra, compare una scritta in sovrimpressione, sempre diversa, sempre geniale. Ormai storica la “fascia protetta”, la sequenza di estratti televisivi dedicati esclusivamente al pecoreccio mediatico, al […]

Altro

Guardare per credere alle cose

Intervista a Giulio Finotti Giulio, tu hai girato un video molto bello sulla questione discarica a Caserta, intitolato Racconto per immagini. Una delle prime volte che scambiammo qualche parola, ne discutemmo; mi dicesti che l’avevi idealmente diviso in due parti. Partiamo proprio dalla domanda: come hai concepito la strutturazione del video? Il video è nato […]

Altro

Arriva John Doe

“Arriva John Doe” è un film di Capra del 1941. Racconta del cinico piano di un’ambiziosa giornalista (Barbara Stanwyck) che, per realizzare uno scoop sensazionale, paga un vagabondo (Gary Cooper) affinché vesta i panni dell’uomo medio che, amareggiato dalla vita, minaccia di suicidarsi. Il vagabondo però si immedesima al punto da pensare realmente al suicidio. […]

Altro

Il casale e il principe

Dalla macchina, un po’ fuori dal paese, ho visto una villa enorme, con i muri alti. Così bella e sontuosa da stridere fortemente con le anonime costruzioni di Casal di principe. Si addice al nome del paese però: il casale è una casa isolata. E il principe è una figura di potente che sta al di sopra del popolo.

Altro

Diffiday

Chissà perché ci sono persone che suscitano sempre diffidenza. Altre che, invece, conquistano la fiducia dei più scettici ed introversi. Sabato 8 settembre, in piazza maggiore a Bologna, Beppe Grillo ha riunito un popolo variegato – e forse un po’ scalcinato – che, visto il numero di volte in cui si è sentito tradito, non […]

Altro

Non è star sopra un albero

Poteva accadere di trovarsi nei pressi di un incendio. Poteva succedere di assistere allo scoppio, essere lì mentre la fabbrica deflagrava. Potevi aver visto il volto di uno degli uomini che poco prima si erano allontanati con non troppa calma dalla zona. Riconoscerlo, adesso, tra il fumo, le sirene, i camion, le squadre di soccorso. […]

Altro