Mettere a fuoco i ricordi

Antonietta e Silvana Iannamico erano due signorine anziane provenienti dallo stesso ramo genealogico molto legate fin dall’infanzia, che passavano molto tempo insieme, tenendosi compagnia soprattutto piangendo. A turno si vedevano a casa di una o dell’altra per farlo: d’inverno si mettevano sedute su delle vecchie seggiole di paglia vicino al caminetto per guardare il fuoco; aspettavano che le fiamme esaurissero il loro impeto iniziale e che rimanessero soltanto tizzoni di carbone, e che una delle due cominciasse allora a piangere, perché nel carbone e nei sommovimenti del fumo, ricordasse chissà cosa: un parente scomparso, una gita al mare, il volto di una santa. Partita la prima col pianto poi subito attaccava anche l’altra. D’estate invece si facevano compagnia sul balcone che affacciava sulla strada, sedute su delle sedie sdraio di tela sfilacciata, dove rimanevano per ore a cucire centrini ricamati per le tavole dei parenti e a scrutare con occhio malevolo i forestieri che passavano sotto. Appena tirava una ventata d’aria o passava uno stormo di rondini una delle due sospirava e cominciava a piangere, perché tornava indietro coi ricordi: a quando andavano a scuola, alla prima comunione, alla banda che suonava alla festa di paese; poi attaccava l’altra, quasi in simbiosi di pensiero. D’estate piangevano un po’ meno che d’inverno e con meno impeto, forse perché d’estate sapevano bene di dover preservare i liquidi corporei, ma anche certamente per nascondersi dai curiosi che non mancavano a stazionare sotto il balcone; o forse era soltanto un’impressione e le lacrime facevano semplicemente prima ad asciugarsi per il caldo. Alla fine di questi incontri si salutavano e si rimandavano all’appuntamento del giorno dopo, facendosi la promessa di non piangere con nessun altro, e per nessun altro motivo, nemmeno per una scena commovente di una fiction su Rai1, pena la fine di quel legame così profondo. Antonietta fra le due è invecchiata prima, e peggio dell’altra, ha avuto un decadimento senile improvviso, aveva delle allucinazioni, e diceva di aver visto il demonio dappertutto. Il giorno che l’hanno portata in una residenza per anziani ha pianto fino allo sfinimento fisico vedendo piangere Silvana che piangeva per Antonietta che andava via. Silvana invece è morta lo scorso gennaio, durante una nevicata memorabile. Era rimasta sola quando si è lasciata cadere nel caminetto, s’era talmente tanto rimpicciolita di ossatura che cadendo ci entrata per intero, nel caminetto, lasciando fuori soltanto i piedi. Da qualche tempo s’era messa a raccontare ai nipoti che certe volte, soprattutto quando metteva a fare le castagne, gli pareva di sentire il pianto di Antonietta venire fuori dalla brace.

[Francesco Marsibilio]

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