Arcobaleno

Ecco un fenomeno completamente sottovalutato secondo me. La gente prende l’aereo per il circolo polare per vedere l’aurora boreale, oppure passa venti ore in macchina per vedere un’eclissi di luna, però se c’è un arcobaleno magari dice solo Oh, guarda un po’ un arcobaleno. Invece l’arcobaleno si meriterebbe molta più attenzione. Perché infatti quando guardiamo un arcobaleno vediamo gli ingredienti del tutto, che magari c’è chi li divide in sei oppure in sette colori, se non ricordo male rosso arancione giallo verde blu indaco e violetto. E poi già alcuni di questi come il verde, lo puoi fare con il blu e il giallo, quindi se uno ha il blu in giallo e poi anche il rosso, ha già tutto quello che serve.
Ma torniamo all’arcobaleno. Intanto c’è e non c’è. Uno lo vede e poi cerca di avvicinarsi e lui si sposta. Vedi l’uomo primitivo che cerca di prenderlo e non ci arriva mai. Avrà certo pensato Qui c’è di mezzo qualcuno che mi cogliona. Sicuro che l’avrà preso come un segno degli dèi. Anzi magari neanche ci aveva pensato agli dèi fino a quel punto lì, è proprio con il primo arcobaleno che ha visto e poi ha rincorso sotto la pioggia, che però era finita, di solito gli arcobaleni arrivano quando finisce la pioggia, quindi avrà corso sul bagnato, e più correva e più non riusciva a raggiungerlo e allora come sempre si fa in questi casi di sconfitta, si trova una bella scusa, c’è chi dice ho perso perché avevo i crampi oppure perché hanno chiuso il tetto e io sono abituato a vincere quando si gioca all’aperto, ecco in questo caso una volta tornato alla caverna quando gli hanno chiesto L’hai preso? Lui avrà detto di no, ma come scusa avrà detto lassù ci devono esser per forza degli dèi che mi prendono in giro.
E allora metti che due settimane dopo piove di nuovo e lui l’uomo primitivo che era nella caverna all’asciutto si alza, esce fuori e vede che c’è un bell’arcobaleno sopra la collina, allora lui va, e la sua donna gli dice vedi di prenderlo stavolta che Akùn (il vicino di caverna) l’altro giorno ha portato a casa un mammut intiero. Ma anche stavolta niente, l’uomo primitivo ha scalato tutta la collina che era anche scivoloso quasi s’è rotto l’osso del collo ma niente arcobaleno. Allora è tornato alla caverna e stavolta gliel’ha detto alla sua donna, più convinto che mai, ma guarda che ci sono degli dèi lassù che ci mandano dei segnali, Ma quali segnali, gli dice la donna, qui abbiamo fame, ci tocca chiedere un pezzo di coscia del mammut a Akùn lui sì che è un cacciatore. È così, forse, che è iniziato il nostro rapporto con gli arcobaleni che non si fanno mai prendere e con le divinità che ci prendono in giro.
L’arcobaleno dice è formato da tante goccioline che fanno da prismi e scompongono la luce nei colori rosso arancione giallo eccetera. Sarà. Se fosse così, allora uno dovrebbe riuscire ad avvicinarcisi, e poi a vedere queste goccioline che fanno da prismi invece no. Càpita invece che uno lo vede, un arcobaleno, mentre cammina per strada oppure guida lungo una strada di montagna, arriva un arcobaleno e lui si distrae, magari inciampa sul marciapiede, oppure struscia contro il guard-rail.

[Paolo Pergola]

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