Il metodo Snowden

SECURE PASSWORD CHECKER (SPC) E TACHIPIRINA

Ci sono varie occasioni durante la giornata in cui io mi sento un completo imbecille.
Ad esempio, ieri sera, stavo guardando il documentario Citizenfour su Edward Snowden e la costante attività di controllo del governo degli Stati Uniti sulla popolazione dopo il Patrioct Act, e prima di addormentarmi, circa a metà film, non ci avevo capito assolutamente nulla, non solo riguardo all’argomento del quale ero lontanamente a conoscenza (e con lontanamente intendo una distanza terra-luna più che una distanza porta-finestra), ma non capivo proprio il significato delle parole. Mi sono sforzato per una buona mezzora a stare dietro al filo del discorso, ma nulla di nulla. Dopo i vari metadati, attività di criptaggio simmetrica e assimetrica, computazioni con chiavi e numeri primi a più password, l’utilizzo compulsivo di sigle, NSA, PRISM, GCSB, a un certo punto avevo un tale mal di testa che mi sono dovuto prendere mezza Tachipirina. E dopo che la mezza Tachipirina ha avuto effetto mi è sembrato di afferrare velatamente il succo del discorso (il fatto appunto che il governo controllasse ogni cittadino USA attraverso tutte le piattaforme informatiche, email, messaggi, social network, carte di credito ecc.). E dopo che tutti si erano scandalizzati a morte di questa cosa, a me è venuto in mente un mio amico che si chiama Lippo, anche lui super imparanoiato che il governo lo possa controllare in continuazione, che ci ha obbligato tutti a migrare il nostro gruppo whatsapp su Telegram (lo stesso che ha usato il terrorista di Berlino) perché secondo lui è decisamente più sicuro. E allora pensavo che il nostro gruppo whatsapp è stato creato principalmente per trovarci la sera a giocare a un giochino nerd che si chiama ‘I coloni di Catan’ e mi immaginavo allora che ci fosse un militare preposto a intercettare il nostro gruppo, con un foglietto e una penna e prendesse nota delle nostre discussioni: «Stasera ci siamo. Quindi? Flanella viene? Tra un oretta, solito posto. Facciamo base o espansione? Pulce non c’è, che facciamo? Espansione sì ma solo Isole, no a Città e Cavalieri, ripeto no a Città e Cavalieri. Sto per cenare e poi mi muovo, procediamo? Affermativo».
E dopo che il militare preposto al controllo della nostra chat leggeva questi passaggi, chiamava un suo superiore dicendo «si stanno muovendo, come devo procedere?» e il superiore preoccupato allora diceva «Se sono in quattro manda drone sull’appartamento, localizzalo con Google Maps», «Ma intende un drone armato signore?» «Sì certo un drone armato, stiamo parlando di un Catan con espansione non di un Catan base».
E, ovviamente banalizzando tutto, mi sembrava che oltre al rischio contingente di essere tutti controllati (di cui io personalmente non ho la dimensione reale), ci fosse anche questo rischio psicosi collettiva, che sperimentavo anche su me stesso, come questa mattina, ad esempio, quando ha suonato il postino e la prima cosa a cui ho pensato prima di aprirgli la porta è stata «Ma questo come cazzo fa ad avere il mio indirizzo?»

[Paolo Ricci]

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