Il mondo esterno

a056bbd133284126b3b2f69f626c3974_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyCon le sue valli racchiuse da boschi e montagne, lontano dalle città, remoto e mal collegato al mondo esterno, il Maramures era una delle regioni più intatte d’Europa. Lo stile di vita tradizionale si era conservato così bene che etnologi e filologi di varie parti del mondo ne avevano valicato le montagne per studiare la vita, le usanze e la lingua del popolo, così unico e appartato. Ero arrivato da pochi giorni quando un contadino anziano, che portava con sé una falce e indossava una blusa di lino, mi domandò di che università ero. Non che qui i professori fossero venuti a frotte – in realtà erano stati ben pochi; forse una decina nell’arco di vent’anni – ma le uniche persone che si spingevano da queste parti erano professori di qualcosa. Nel 1905 a John Synge era capitato qualcosa di simile nelle isole Aran: anche qui nel Maramures i contadini non avevano mai incontrato nessun altro, e quindi pensavano che il mondo esterno fosse fatto di filologi.

[William Blacker, Lungo la via incantata, Adelphi 2012]

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