Babbo Natale, Caescescu e i rinoceronti

a-est-di-bucarestEcco, per dire, mi viene in mente quel film intitolato “A est di Bucarest” che è un film in cui, 16 anni dopo la caduta di Caescescu, si cerca di capire cos’è accaduto il giorno della caduta di Caescescu. Non in Romania, che sarebbe troppo complicato, in un piccolo paese a est di Bucarest. E lì, cioè nel film, alla domanda “cos’è successo il giorno della caduta di Caescescu?” rispondono un professore alcolizzato e un vecchio che il giorno della caduta di Caescescu era travestito da Babbo Natale. La caduta di Caescescu, infatti, è avvenuta il 22 dicembre 1989, poco prima di Natale.
E insomma quel giorno lì, a Vaslui, un piccolo paese a est di Bucarest, il professore alcolizzato Tiberio Manescu è il primo a scendere in piazza per sfidare la dittatura. E Emanoil Piscoci, il vecchio travestito, è anche lui in piazza a fare Babbo Natale. Almeno così raccontano al giornalista che li interroga in uno studio televisivo. Però a un certo punto arrivano in diretta due telefonate e allora viene fuori che Manescu non solo non è stato il primo a scendere in piazza, ma nemmeno il secondo o il terzo. Cioè lui in piazza quel giorno, il 22 dicembre 1989, non è mai andato. Il professore se la prende a male e reagisce accusando il giornalista di non essere un giornalista ma un ingegnere tessile che si finge giornalista. Emanoil Piscoci, il vecchio che si traveste da Babbo Natale, rimasto zitto fino a quel momento, sbotta d’un colpo e però nulla di quel che dice risulta comprensibile. Non che parli una lingua diversa, il finlandese per dire, ma i concetti che usa appartengono a una specie di filosofia della vanvera.
La baraonda di idiozie in cui naufraga la trasmissione televisiva è, in un certo senso, la risposta alla domanda “cos’è successo il giorno della caduta di Caescescu?”. Non importa, infatti, se la gente sia scesa in piazza prima o dopo la caduta di Caescescu, non importa se sia sia trattato di vera rivoluzione o semplici festeggiamenti, non importa che Tiberiu Manescu vi abbia partecipato o sia stato il primo a sfidare il regime. Baraonda a parte, Manescu è pur sempre alcolizzato, Piscoci continua a travestirsi da Babbo Natale e Vaslui è ancora un anonimo paese a est di Bucarest. Il che, forse, potrebbe significare che il giorno della caduta di Caescescu la rivoluzione è stata solo un bluff. D’altra parte la dittatura è realmente caduta e, sebbene non sia caduta per mano di un professore alcolizzato o di un vecchio travestito da Babbo Natale, non è escluso che entrambi vi abbiano partecipato.
In fondo, come dice Ionesco, i Rumeni hanno inventato l’assurdo. E come tanti Bérenger cercano di resistere ai rinoceronti (i Caescescu) finché, rassegnati, si trasformano anche loro in pachidermi. Ma prima… prima si alcolizzano e si travestono da Babbo Natale.
Volevo concludere dicendo che fra un paio di giorni andrò in Romania. E insomma, penso di essere nelle condizione ideale per farlo. Guardo le ceneri che ho dentro e domando a un vecchio travestito da Babbo Natale cos’è accaduto. Ovviamente quello parla finlandese ma, per quanto assurdo, lo capisco perfettamente. Ciò vuol dire che, a dispetto delle apparenze, sono davvero cambiato, come Vaslui, il piccolo e anonimo paese a est di Bucarest.

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