Foglie d’erba

pooleaf_grass_pen3Prefazione inedita a Leaves of grass di Walt Whitman

Ora che la mia opera va in stampa, dopo le non poche traversie per trovare un editore disposto ad accettarla, posso con animo leggero esporre al pubblico le intenzioni che hanno sostenuto questo lavoro. Non è stato semplice trovare la quadratura estetica per un libro di sole immagini, e comprendo bene le difficoltà che ha incontrato con i tanti editori cui l’ho presentato. Ora un coraggioso libraio di Brooklyn, Andrew Rome, ha deciso di pubblicarlo nel formato di un ampio album di poche ma ben visibili pagine. Le fotografie che vi ho raccolto sono dodici, ma la mia intenzione è quella di allargare la collezione, anche perché i soggetti da ritrarre non mancano: tutte quelle giovani ragazze americane che decidono spontaneamente di elargire la propria nudità agli occhi del pubblico. E per moltiplicare la carica erotica delle immagini ho ritenuto di collocare sul loro pube delle foglie, in modo da profilare un effetto di “vedo e non vedo”.
Ora, il titolo della collezione fotografica trae in inganno, perché chiunque penserebbe subito che si tratta di erba, che l’erba non ha foglie, e che dunque il solo sipario che divide il lettore dalle parti intime delle ragazze sia un esile filamento, col risultato di una stucchevole omogeneità estetica. E qui sta l’artificio che mi ha permesso di trasformare queste immagini in fotografie d’arte: ho semplicemente allargato il senso di “erba” alle piante erbacee e alle erbe aromatiche. E così, di volta in volta, vedrete sensuali bellezze la cui nudità è velata da una foglia di ambrosia, cicoria, verbena, cardamono, basilico, menta, prezzemolo, rosmarino, salvia, origano, timo e gramigna.
Ora, alcune di queste piante hanno foglie talmente sottili e minute da risultare quasi illusorie. Sono dunque certo che i lettori si soffermeranno soprattutto sulla gracile Alycia che a pagina 4 indossa impudicamente una foglia di rosmarino, sulla glabra Peggy che a pagina 7 cinge un esile prezzemolo o sulla florida Glenda che a pagina 11 cela trascuratamente le grazie dietro un’impercettibile gramigna.
Come è agevole comprendere, la missione non era semplice, e chi acquisterà l’album giudicherà se sono riuscito nell’intento. Sono altresì felice che il libro esca – come promette lo stampatore – proprio nel Giorno dell’Indipendenza: lo assumo come fatto propiziatorio affinché questo piccola opera possa diventare un simbolo dell’America che più piace.

Walt Whitman

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