Tabula rasa elettrificata

Con un furgoncino Mercedes anni ’70 ci allontaniamo da Ulan Baatar in direzione Terelj. La strada ha ben poco di pittoresco. In periferia sorgono quartieri di gher e baracche, nei container arruginiti si vendono cibi e bevande, nel mezzo svettano le ciminiere di fabbriche in piena attività. Insomma siamo in una zona di mezzo, di transizione, a metà fra la natura e la modernità. Se il centro della capitale non è diverso da quello di altre città, in periferia tutto ribolle e le cose devono ancora prendere una forma definitiva. Gli scheletri dei palazzi potrebbero essere sul punto di venire abbattuti oppure ultimati. Scienza armata cemento.

Le recinzioni dentro cui pascolano mucche e capre si alternano a depositi di terra, mattoni e plastica. Ai supermercati seguono distributori di benzina. Man mano il paesaggio si fa meno urbanizzato. A soli 50 chilometri da Ulan Bataar si aprono vaste spianate di nulla attraversate dai fili dell’alta tensione. Davvero una tabula rasa elettrificata .

Secondo il punk emiliano i soviet più l’elettricità non fanno il comunismo. E nemmeno le cooperative più l’asfalto. Anche se è un dato di fatto che la famiglia nomade del sum di Terelj (che ci ospita) ha finalmente luce, radio, televisione e frigorifero. Sicché forse nomade lo è ancora ma solo perché sposta la propria gher da una parte a all’altra del campo, così da permettere all’erba di crescere uniforme. Me ne accorgo dalle zone circolari in cui il verde del prato ha un colore diverso o addirittura si vede chiaramente la terra.

Rispetto ai grandi spostamenti del passato si potrebbe parlare di uno smottamento abitativo. Che la rende ancora una famiglia di allevatori, ma informati e moderni, lavoratori alfabetizzati e consapevoli. Cioè non una semplice unità di produzione.

I membri della famiglia bevono latte di giumenta fermentato, cuociono la carne di montone adagiando delle pietre nella pentola, le tengono qualche secondo in mano poi le fanno girare fra i commensali. Il più anziano offre a tutti la carne strappata al pezzo più grande. Il formaggio con cui accompagnano il pasto è salatissimo. E la terra sotto la gher fra non molto tornerà ad essere libera ma non sterile e igienica. La famiglia di Terelj non conosce efficienza d’inetto. Una famiglia nomade.

Tabula rasa elettrificata! Tabula rasa elettrificata!

Mauro Orletti

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