Maledetto sonare

Un certo discepolo di mio padre, mosso da propria cattività, disse al ditto Cardinale che mi mandassi a Bolognia a ‘mparare a sonare bene da un maestro che v’era, il quale si domandava Antonio, veramente valente uomo in quella professione del sonare. Il Cardinale disse a mio padre che, se lui mi mandava là, che mi faria lettere di favore e d’aiuto. Mio padre, che di tal cosa se ne moriva di voglia, mi mandò: onde io, volenteroso di vedere il mondo, volentieri andai. Giunto a Bolognia, io mi missi a lavorare con uno che si chiamava maestro Ercole del Piffero, e cominciai a guadagniare; e intanto andavo ogni giorno per la lezione del sonare, e in brevi settimane feci molto gran frutto di questo maledetto sonare; ma molto maggior frutto feci dell’arte dell’orefice, perché, non avendo auto dal ditto Cardinale nissuno aiuto, mi missi in casa di un miniatore bologniese, che si chiamava Scipione Cavalletti.

[Benvenuto Cellini, Vita, Biblioteca Universale Rizzoli, 1995]

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