E tanto basta

Lungo la strada per Tukutcha, una via che, a percorrerla tutta, si arriva nel Mustang, ma sarebbe una grande impresa percorrerla tutta perché questa strada è una mulattiera, infatti ci passano carovane di muli che, non fossero muli, si direbbero carichi come asini, e oltre ai muli ci passano cavalli, capre, bufali e yak, però anche uomini, trekkers, con le loro guide e i loro sherpa, che tutti chiamano porters, non perché sherpa sia un’offesa, ma perché si riferisce a un gruppo etnico e quindi non è sempre corretto dire sherpa, fra l’altro i nepalesi, quando firmano, scrivono nome, cognome e gruppo etnico, per esempio ho conosciuto un ragazzo nepalese che mi ha lasciato il suo recapito e allora ha scritto nome, cognome e gruppo etnico, cioè magar, fra l’altro i magar, assieme ai gurung, agli sherpa, ai tamang e ai tharu, sono fra i gruppi più numerosi, almeno così ha detto questo ragazzo che ho conosciuto lungo la strada che, a percorrerla tutta, si arriva nel Mustang, ma sarebbe una grande impresa percorrerla tutta perché, come dicevo, questa strada è una mulattiera ripidissima che a tratti si arrampica in modo verticale, a tratti precipita lungo il fianco della montagna passando attraverso foreste di rododendri, villaggi in pietra, tratti di giungla fittissima, creste dalle quali è possibile ammirare la vetta dell’Annapurna o del Machhapuchhare, ma solo se le nuvole sciolgono la morsa con cui tengono nascoste le montagne e mandano pioggia per delle ore che la mulattiera si trasforma in un pantano incredibile e l’acqua scorre da tutte le parti anche se nessuno sembra farci caso, nemmeno il ragazzo magar che, vedendomi impaludato da capo a piedi mi ha chiesto dove sono diretto conciato a quel modo e io ho risposto A Ghorepani e lui allora ha detto Quindi vai su, Eh, infatti, vado su, nel senso che mi arrampico, scalo, ascendo, direzione Mustang, ma non è che poi ci arrivo, nel Mustang, quella sì sarebbe una grande impresa, mi fermo prima, e in ogni caso anche questo prima è su, E invece tu? chiedo io Dov’è che vai? e dove vuoi che vada, Io vado giù, risponde, il che, a parte tutto, a parte la brevità della risposta, è un modo di comunicare semplice e folgorante, uno va su e uno va giù, basta, è sufficiente per un magar del Nepal, dove le montagne superano spesso gli 8000, ma non tanto per le montagne, è una questione di verticalità, non importa la meta, non importa se ci arrivi nel Mustang, stai andando su. E tanto basta.

[Mauro Orletti]

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