Una volgare calunnia

Aristotele abitava in quell’epoca in una casetta vicina al liceo. La casa non era sua. Aristotele era straniero in Atene, un metèco, e nonostante il decreto ufficiale che tre anni prima gli aveva conferito la cittadinanza onoraria, alcuni non lo vedevano di buon occhio a motivo delle sue relazioni con i Macedoni. Egli non poteva possedere alcuna proprietà. Di conseguenza, Platone non avrebbe potuto lasciare a lui la vecchia Accademia. Inolte, prima della morte del suo maestro, Aristotele aveva dovuto lasciare Atene di gran corsa, perché il conflitto con i Macedoni significava un’ostilità ancora maggiore nei confronti dell’uomo di Stagira, la cui famiglia era protetta da Filippo il Macedone. Aristotele era rimasto lontano per tredici anni. Era quindi impossibile che Platone avesse lasciato a lui l’Accademia. Sottolineo questo per contraddire delle voci maligne che circolano di questi tempi, e secondo le quali Platone e Aristotele erano nemici, una volgare calunnia nei confronti di due grandi uomini.

[Margaret Doody, Aristotele detective, Sellerio 2005]

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