Er caffettiere fisolofo

L’ommini de sto Monno sò l’istesso
che vaghi de caffè ner macinino:
ch’uno prima, uno doppo, e un antro appresso,
tutti cuanti però vanno a un distino.

Spesso muteno sito, e caccia spesso
er vago grosso er vago piccinino,
e s’incarzeno tutti in zu l’ingresso
der ferro che li sfraggne in porverino.

E l’ommini accussì viveno ar Monno
misticati pe mano de la sorte
che se li gira tutti in tonno in tonno;

e movennose ognuno, o piano, o forte,
senza capillo mai caleno a fonno
pe cascà ne la gola de la Morte.

[Giuseppe Gioacchino Belli, Roma 22 gennaio 1833]

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