Dei bei fiori recisi per sempre

Nel 1967 Noemi De Filippis studiava giurisprudenza a Bologna. Alla fine di quell’anno il padre è andato a prenderla e, senza darle nessuna spiegazione, l’ha riportata a casa, a Reggio Emilia.
Due mesi fa Amos è morto. Noemi ha iniziato a vuotare la casa in cui viveva. Nella credenza verde del tinello ha trovato delle lettere. Una diceva così:

Egregio Signore,
non Le nascondo che la Sua lettera mi ha commossa. Pochi genitori, oggi, si preoccupano dei pericoli morali ai quali vanno incontro i figli, particolarmente in una città così pericolosa come Bologna ed altre sedi universitarie.
Innanzi tutto Le dico che la sua Noemi è molto carina, gentile, buona ed educata. Attira la simpatia di molte sue compagne. Tutto questo Le scrivo senza adulazione, per amore della verità.
Le dico che ogni domenica Noemi non pranza e non cena mai in Convitto. Domenica 5 gennaio nel pomeriggio è rimasta alcune ore a studiare nella sua stanza e mi sembra che allo studio si applichi con buona volontà.
Rispondo ora alle altre Sue domande, dettate da un cuore di padre che ama veramente la propria creatura:
se possono essere tranquilli tenendo Noemi fuori di casa… Non molto, poiché come ripeto, Bologna è irta di pericoli. Nei parecchi anni che mi trovo in questo Convitto ho visto dei bei fiori recisi… per sempre. Dà soltanto affidamento la forza morale della giovane e i suoi pensieri cristiani. Nondimeno alla Messa domenicale l’ho vista solo qualche volta nella nostra Cappella. Dove vada quando esce non lo so e neppure con chi vada.
Riceve lettere dalle città che Lei mi ha scritto e alla sera rientra in orario.
Ma riceve anche molte telefonate maschili… in questi ultimi giorni, a dire il vero, un po’ meno. Sabato scorso, assieme ad un gruppetto di altre compagne dello Studentato, è stata da me ripresa perché assieme a degli studenti maschi stava ferma dinanzi al portone dell’Istituto conversando, il che è contro il Regolamento.
In conclusione Noemi mi sembra un po’ più spigliata di quando è venuta… E’ un comune cambiamento di tutte… chi poco, chi molto… Però, spero assai, che la sua buona e gentile figliuola, rimanga com’è venuta.
Me lo auguro con tutto il cuore per Lei e per la Sua Signora che lo meritano davvero. Con i più distinti ossequi e auguri di ogni bene.

La Superiora
del Convitto Campostrini
di Bologna.

Dopo Noemi ha telefonato al figlio, che studia a Bologna, e gli ha detto Stai bene? Nessuno problema? Sicuro? Vuoi che ti veniamo a prendere?

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