Bene! Bravi! 3-bis!

In inverno la mia pausa pranzo dura mezz’ora. In pausa pranzo abbandono il posto di lavoro, vado in mensa, dalla mensa raggiungo il bar, bevo il mio caffè, torno sul posto di lavoro. Mezz’ora. In primavera aggiungo un passeggiata di venti minuti. Ma il 21 novembre c’è un freddo che la metà basta. Il 21 novembre, in pausa pranzo, leggo il giornale. Il 21 novembre, subito dopo pranzo, ho un’impellente bisogno di vomitare. Il problema è un articolo in cui c’è scritto che al senato (minuscolo) è stato approvato un emendamento che estende a tutte le imprese in amministrazione straordinaria la legge ad hoc varata per alitalia (minuscolissimo). Un piccolo emendamento che in pratica polverizza le tutele per i lavoratori di grandi imprese in crisi, in caso di cessione di rami o parti aziendali, salvaguardate dall’art. 2112.

Conati di vomito.

Ma possibile? Sarà vero? Solita superficiale propaganda giornalistica? Può darsi. Perciò bisogna che il lavoro sporco lo faccia io.

Dunque, adesso vi spiego. Certe volte l’imprenditore decide di trasferire tutta l’azienda oppure solo una parte della sua azienda ad altri imprenditori. Può farlo perché ha le sue buone ragioni, oppure può farlo perché anche quello è un modo per tagliare i rami secchi. Ma comunque. C’è un articolo del codice civile, l’articolo 2112 che sta lì, fra il 2111 ed il 2113, per impedire che l’imprenditore disonesto faccia il furbo e tenti di fregare l’onesto lavoratore. Infatti l’articolo 2112 ha un nome molto chiaro “Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d’azienda”. Chiaro no? Bastano quelle tre parole. Mantenimento, diritti, lavoratori. Una bestemmia, per questi governanti qui (minoranza compresa).

Adesso vi spiego. L’articolo 2112 dice che se l’imprenditore trasferisce la sua azienda, il rapporto di lavoro dell’onesto lavoratore continua con l’imprenditore al quale l’azienda viene trasferita come se nulla fosse. Quindi l’onesto lavoratore conserva tutti i diritti, tutti i crediti, tutti i trattamenti economici e normativi di cui godeva al momento del trasferimento. E se, per esempio, il nuovo imprenditore opera in un settore al quale si applica un diverso contratto collettivo, al vecchio contratto si sostituisce il nuovo solo se di pari livello. E poi, dice l’art. 2112, il trasferimento d’azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento. E dice anche un’altra cosa. Dice che tutte queste disposizioni si applicano anche se non si trasferisce un’intera azienda ma una parte di essa, basta che sia funzionalmente autonoma.

Bello, no?

Cosa è successo all’articolo 2112? Cosa c’entra alitalia? Basta scaricare dal sito del senato il resoconto stenografico della seduta n. 97 del 20/11/2008. Lo trovate qui.

Adesso vi spiego. Ad un certo punto della seduta il senatore legnini (quota pd) annuncia il voto contrario sull’emendamento 3.0.1, approvato in commissione dalla maggioranza, che elimina le garanzie previste dall’articolo 2112 del codice civile a tutela dei lavoratori impiegati nel ramo di un’azienda in crisi ceduto ad altra azienda. L’emendamento, introdotto per evitare la censura comunitaria sul passaggio di alitalia a cai, rischia infatti di violare i diritti non solo dei lavoratori della compagnia, ma anche di tutte le aziende in crisi. E poi legnini chiede che il governo si passi una mano sulla coscienza e circoscriva il dispositivo all’alitalia.
(Applausi dai gruppi pd e idv).
Anche morando critica il provvedimento. Ichino, invece, dice che per non partecipare alla definizione di una norma confusa, lui si astiene (e sul suo blog spiega perché).
(Applausi dai gruppi pd e idv).
Conati di vomito.
Poi è la volta di treu che rivolge un appello alla maggioranza affinché riconsideri l’opportunità di una norma che, oltre ad essere in contrasto con le basilari regole di giustizia sociale, si pone in controtendenza rispetto al dibattito aperto in Europa sul tema delle garanzie che devono essere offerte ai lavoratori di grandi aziende in crisi.
(Applausi dal gruppo pd).
Poi dopo, con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice incostante (lo scrivo con la minuscola ma si tratta del cognome…), il senato approva l’emendamento 3.0.1.
Adesso vi spiego. Al senato stanno discutendo di un disegno di legge che serve a convertire in legge il decreto legge n. 162 del 2008. Questo disegno di legge contiene un solo articolo in cui c’è scritto che viene convertito in legge il decreto legge n. 162 del 2008. Questo decreto legge contiene tre articoli. Questi tre articoli contengono disposizioni su interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca professionale, nonché di finanziamento delle opere per il g8 e definizione degli adempimenti tributari per le regioni Marche ed Umbria, colpite dagli eventi sismici del 1997.
Cosa c’entra con alitalia, cai e art. 2112 del codice civile? Niente. Non c’entra una beata fava. Però c’è una commissione della maggioranza che ha proposto un emendamento, cioè l’emendamento 3.0.1, in cui si dice che bisogna inserire un articolo aggiuntivo, cioè l’articolo 3-bis e chiamarlo “Disposizioni in tema di imprese in amministrazione straordinaria”. In base a questo articolo 3-bis, all’articolo 56 del decreto legislativo n. 270 dell’8 luglio 1999, dopo il comma 3 bisogna aggiungere il comma 3-bis, che dice: “Le operazioni di cui ai commi 1 e 2 effettuate in attuazione dell’articolo 27 non costituiscono comunque trasferimento di azienda, di ramo o di parti dell’azienda ai sensi dell’articolo 2112 del codice civile”.
Nelle operazioni di cui ai commi 1 e 2 (sarebbe a dire quelle poste in essere nel caso di “imprese dichiarate insolventi e ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria in presenza di concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali, recupero da realizzarsi tramite la cessione dei complessi aziendali oppure tramite la ristrutturazione economica e finanziaria dell’impresa” – e lo dice il decreto legislativo n. 270 del 1999) rientra – ovviamente – l’operazione alitalia (e tutte quelle simili di aziende in crisi). Queste operazioni qui non costituiscono più trasferimento di azienda, di ramo o di parti. Cioè non si applica l’articolo 2112. E i diritti dell’onesto lavoratore vanno a farsi fottere.
Ecco, adesso avete capito come si fa in italia a calpestare i diritti dei lavoratori. Si fa un disegno di legge per convertire in legge un decreto legge in cui c’è un solo articolo che converte in legge il decreto legge che contiene tre articoli ai quali si aggiunge, con un piccolo emendamento, un articolo 3-bis che dice anche lui che bisogna aggiungere un comma 3-bis all’articolo di un decreto legislativo di nove anni fa.

Adesso vi spiego. Se non vi viene da vomitare:
A) siete dei delinquenti;
B) siete colpevoli di associazione a delinquere;
C) la vostra ultima pausa pranzo risale a quattro giorni fa e da allora siete a digiuno;
D) siete un pochino… ichino.

Mauro Orletti

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