Salvate film TV

È stato un amico di nome Alessandro a dirmi di comprarla. Eravamo fermi in una delle due stazioni di servizio dell’autostrada Roma – Pescara, non ricordo esattamente dove stessimo andando, probabilmente ad Anversa degli Abruzzi, e ci eravamo fermati a prendere un caffè. Ora, dopo aver bevuto questo caffè, il mio amico si avvicina al banco delle riviste e ne prende una. La rivista in questione si chiama Film TV.
Gli chiedo cosa se ne fa e lui mi dice che ha intenzione di leggerla. Per molti leggere una rivista è cosa naturale. Ma allora, estate del 1999, a me sembrava una cosa assurda. Assurda in generale. Ad averci voglia di leggere, pensavo, uno dovrebbe leggersi un bel libro. Le riviste vanno bene dal barbiere, oppure nella sala d’attesa di un dentista, o ancora durante la cerimonia di un concorso letterario… perfette mentre canta il soprano, ancora meglio durante una grigliata di carne all’aperto, per fare vento sulla brace. Ma ad averci del tempo…
La rivista si sfoglia, il libro si legge.
Infatti, prima dell’estate del 1999, ero stato al cinema, complessivamente, un paio di volte. Ricordo esattamente i titoli ma facciamo finta che me li sia dimenticati. Due volte in tutto. Perché a me sembrava una cosa folle andare al cinema. Folle in generale. Primo: perché si era in estate. Secondo: perché si forti e gentili e si amava l’aria aperta. Terzo: perché si sceglieva di andare in posti come Anversa degli Abruzzi. E quarto: perché ad Anversa degli Abruzzi il cinema non l’avevano ancora inventato. E da allora nulla è cambiato.
Comunque. Diciamo che quel giorno famoso dell’autostrada e del caffè e della rivista, diciamo che si era diretti ad Anversa degli Abruzzi. E diciamo che si era fatta una bella scorta di carne da cuocere alla brace. Diciamo che si era acceso il fuoco. Diciamo che bisognava far vento sulla brace. E diciamo pure che ho utilizzato la rivista di Alessandro. L rivista in questione è sempre Film TV.
Nell’inverno del 1999 ho fatto l’abbonamento al cinema Lumière. Ho visto “La terra trema”, “L’enigma di Kaspar Hauser”, “Il gattopardo”, “Mon oncle”, “Paisà”, “La mia droga si chiama Julie” ed un’infinità di altri film. E mi sono anche piaciuti. Ho preso un’agenda del Credito Romagnolo e c’ho scritto dentro tutti i film che avrei voluto vedere. Poi, non sapendo quali film avrei voluto vedere, ho comprato il Morandini. Ho fatto una selezione ordinata per regista ed ho colmato le mie deplorevoli lacune.
In quel periodo ho anche conosciuto una ragazza, una di quelle che s’interessano, s’informano, s’impegnano, differenziano, consumocriticano, e ovviamente s’intendono di cinema. E siccome io ero nel bel mezzo del velleitario tentativo di guardare tutti i film che avessero almeno tre stellette e mezzo sul dizionario del cinema, si è andati al cinema assieme e poi si è fatta coppia fissa. Poi ci si è anche lasciati, ma Film TV non c’entra niente.
Insomma la scorsa settimana vado in edicola a comprare Film TV e cosa ti scopro? C’è un editoriale di Emanuela Martini che ci avvisa, noialtri accaniti lettori, che il giornale potrebbe chiudere i battenti. Non si è poi esattamente capito quale sia il problema. Calo delle vendite? Tiramenti dell’editore? Mah! La redazione, si legge nell’editoriale, è praticamente dimezzata. Molti collaboratori hanno collaborato senza retribuzione. Anche se quest’ultimo fatto, nell’era dei co.co.pro., non è che faccia molto scalpore.
Comunque non so cosa augurare a quelli di Film TV. Se fare la fine di quelli del Manifesto, che ogni anno gli tocca lanciare una campagna per salvare il Manifesto ed ogni anno pare che ce la facciano e si tira avanti (ma in tal caso bisognerebbe mettere in piedi una sottoscrizione). Oppure se rassegnarsi alla diaspora, come gli Incamminati, e attendere che il progetto torni in vita da solo, come questo sito. Sebbene il paragone sia irriguardoso. E me scuso.
Intanto io sono andato a comprare altre tre copie della rivista. Un po’ per aiutarli. Un po’ perché le copie sono uscite come “Anno 15 n. 1/2” che è una scelta bizzarra e non si sa mai che un giorno valgano qualcosa come rarità. Un po’ perché potrei regalarne una a qualche amico che non s’interessa, non s’informa, non s’impegna, non differenzia e non capisce di cinema, perché potrei far del bene, aiutarlo a trovare l’anima gemella. O anche solo una ragazza da amare per un po’ di tempo e poi lasciarla. Senza però dare la colpa a Film TV. Un po’ perché mi diverto a pensare che Fittante, Magrelli, Morreale, Crespi, Fornara, Martini & c. abbiano rinunciato alla retribuzione. Un po’ anche per ringraziarli, perché considero Paisà tra i film più belli che mi sia capitato di vedere, perché m’è venuta voglia di rivederlo, di scriverci un pezzo e di andare al cinema.

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