Israele può attendere

…fra di loro si nasconde
una speranza smarrita
che il nemico la vuole
che la vuol restituita
e una fretta di mani sorprese
a toccare le mani
che deve esserci un modo di vivere
senza dolore
” (Faber “Disamistade”)

Sali da bagno del Mar Morto. Crema per il corpo con minerali. Del Mar Morto naturalmente. E poi un Omega Speed Master, che se non fosse per l’incisione sul fondello “The first and only watch worn on the moon”, mi verrebbe da pensare che a renderlo celebre tra i collezionisti non sia stata la passeggiata in mondovisione sul nostro satellite, ma un’altra passeggiata altrettanto celebre che un tale di nome Gesù di Nazareth compì svariati anni prima sulle acque del mar di Galilea.
Che poi non sarebbe il Mar Morto dove il Giordano sfocia, ma un lago formato dallo stesso fiume al confine tra Israele e le alture del Golan.
A dire il vero, se volessimo lanciarci in disquisizioni tecniche, probabilmente camminare sulle acque del Mar Morto sarebbe stato ancor più facile.
Infatti con il suo tasso di salinità pari a circa 365 gr/t (contro una media di 35 gr/lt !!), avrebbe garantito “una spinta dal basso verso l’altro pari al peso della massa spostata” di gran lunga superiore a quella (scarsina) offerta dalle dolci acque del Mar di Galilea.
Ma si sa, le cose facili non piacevano al Nazzareno.
Mi sono spinto sino ai confini con la Giordania, ho passeggiato sulle acque così come sulla luna ma credo di essermi allontanato troppo. Dunque, con buona probabilità ero a Tel Aviv. Al Duty Free per la precisione, in attesa di un volo Lufthansa per Francorforte.
Il migliore Duty Free che abbia mai visto. Certamente nulla in confronto a quello di Dubai, ma niente male davvero.
Insomma, se arrivi in aeroporto abbastanza presto da passare indenne la rettoscopia del security check ed avere ancora del tempo da spendere prima dell’imbarco, finisci che compri qualcosa. Io, di sicuro, l’ho fatto!
Certo, l’Omega è poco caratteristico, poco souvenir. Ma chissenefrega.
Israele, dunque. Alcuni anni fa, quattro o cinque per l’esattezza. Israele, l’unico luogo in cui, fermo con il taxi ad un semaforo, speri che l’autobus che hai di fianco non salti per aria.
Dove vai a mangiare alla stessa Steak House argentina di Haifa per un mese di fila ed ogni volta il tipo all’ingresso che imbraccia la mitragliatrice ti controlla borsa, marsupio e quant’altro.
In albergo? Stessa prassi.
“Ormai mi conoscono” pensi. Ma loro non si fidano, ed avranno il loro buoni motivi. Dopo un po’, però, impari a conviverci con questi “dettagli” e lasci correre. Altrimenti la tensione ti logora.
Gran merito va alle donne israeliane di rara bellezza. Allora finisce che trasgredisci anche alle regole che la sicurezza della società che ti paga per stare lì impone: niente locali affollati? e allora ci si vede tutti al pub!
Evitare il centro della città? Be’, dopo il compleanno passato in piattaforma, via con la cena in un locale in pieno centro all’aperto, alla mercè dei kamikaze!! Il meglio però si è visto in spiaggia ad Ashdod.
Vai al mare in Italia e i ragazzi che fanno il bagno lasciano sull’asciugamano lo zaino, gli occhiali da sole ed il cellulare. Magari vedi una chitarra. Lì vedi le mitragliatrici. E allora che fai?
In quello stabilimento lì c’è una festa, è pieno di gente, ti siedi tra la folla e ci bevi su. Così, con un po’ di fortuna ad attenuare gli effetti di una condotta sciagurata, ti ritrovi nel Duty Free a fare shopping e, se il kamikaze di turno non siede di fianco a te sull’aereo, fra 3 ore circa sei a casa. Se porta ritardo, niente paura: gamberi e vino francese per farsi perdonare.
Perdonati!
Ma il tempo passa e Israele, nel frattempo, è solamente un bel viaggio da raccontare. Un’ esperienza da ricordare. Poi leggi i giornali e inizi a sentire puzza di bruciato. Accendi la TV, sempre il caro canale 500 di SKY, e vedi Haifa sotto il fumo delle macerie.
Laggiù, dove bevevi birra, sudavi come un cane e sbirciavi le donne, laggiù giocano alla guerra. Anche se è passato del tempo, sono cose che colpiscono. Specie quando, con un sincronismo impeccabile, mentre pensi ai posti dove sei stato sui quali hai visto piovere razzi in diretta TV, viene il tuo capo e fa: “Ci sarebbe un lavoro da fare in Israele, comunque non preoccuparti, è sicuro!”
Tu ci pensi un po’ su, se non lo fai pensano che sei prevenuto. Poi lo guardi, e con la faccia seria quanto basta gli dici: “Shalom”.

[Alessandro Boldi]

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