La letteratura demolita

La nostra letteratura va incontro ad un periodo senza tetto, il filo conduttore della produzione poetica viene crudelmente tagliato.
[Karl Kraus, La letteratura demolita]

Eppure c’è della gente che osa leggere in spiaggia, come non sapesse che è vietato leggere in spiaggia, che ombrellone e sdraio sono il regno incontrastato della settimana enigmistica. C’è della gente che si ostina coi legal thriller e coi gialli e poi ci sono anche quelli che non si fermano davanti a niente e si leggono Schnitzler coi piedi a mollo nella sabbia bollente o addirittura Dostoevskij mentre prendono il sole sul pattino.
Schnitzler… ai bagni da Tullio!? Orrore! Dostoevskij… al lido La Vongola!?
Che squallore i nomi degli stabilimenti balneari!
Insomma ci vuol del pudore e uno in riviera ci deve andare con Bartezzaghi, ciabatte e telo da mare sulla spalla destra. Bisogna essere tutti uguali, soldatini in mutande, cartine tornasole da immergere in un barattolo di crema abbronzante. Ci vuol dell’umiltà… perché solo gli esaltati esibiscono con orgoglio le loro enciclopedie tascabili.
A Milano Marittima, per dire, ci trovi di quelli ricchi o presunti tali. Ricchi che fan schifo, con le porsc caiènn, i rolex, i bellini, i toscani, infradito di pelle e pantaloni rossi. I pantaloni rossi… orrore!
A Vienna invece è arrivato il turismo povero dei “nuovi ricchi” che son poi quelli della neo-borghesia dell’est. Poco abbronzati e poco abituati a leggere in spiaggia, poco abituati alla spiaggia. I viaggiatori dell’est, che non da molto mettono il piede fuori casa, non sono neppure abituati a fare i turisti. Sono ancora esploratori vergini, pionieri delle guide Routard, gente che – anziché fermarsi da McDonald – li trovi a fumare al Cafè Central.
Perché a Vienna si fuma anche nei locali pubblici, perché a Vienna funziona così: che gli statali vanno al Café Ministerium nella Georg-Coch-Platz, gli studenti d’arte vanno al Prückel, i politici al Landtmann lungo il Dr.-Karl-Lueger-Ring, gli impiegati di banca (sic!), le vedove degli Hofrat (consiglieri di corte) e i turisti est-ivi vanno invece al Cafè Central, sulla Herrengasse. Invece al Griensteidl, non che sia deserto… però il Griensteidl… nessuno ha idea di chi lo frequenti. Colpa delle tendine. Nel 1890 non c’erano le tendine. C’erano i pensatori del modernismo viennese che si vedevano dalla strada: Hermann Bahr, Hugo von Hofmannsthal, Fritz Kreisler, Arnold Schönberg e via dicendo. C’era pure Arthur Schnitzler, cent’anni prima che Tullio aprisse il suo stabilimento balneare.
Nel 1897 arrivarono le tendine e i demolitori. Il Griensteidl sopravvisse alle prime ma non ai colpi di colpi di piccone. Fu allora che Karl Kraus scrisse quella frase: La nostra letteratura va incontro ad un periodo senza tetto, il filo conduttore della produzione poetica viene crudelmente tagliato. Perché gli avevano chiuso il Griensteidl, il suo caffè preferito.
Intanto la vita intellettuale cittadina convergeva al Cafè Central, assieme alla corrispondenza di Peter Altenberg, alle architetture di Adolf Loos, alle messinscene di Egon Friedell, all’inchiostro di Alfred Polgar.
C’è chi dice che oggi la Letteratura va di nuovo incontro ad un periodo senza tetto (nessuno del calibro di Karl Kraus comunque). Se è così e se l’alternativa è traslocare al lido La playa del sol, tanto vale che resti sulla strada, vien da dire, lontano dai salotti e dalle sdraio… oppure che si metta in viaggio verso est.
E c’è chi dice che l’ha già fatto (nessuno di importante comunque).

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