Cage e i cavalli

C’è una libreria in centro, l’unica che mi vede comprare libri nuovi, che decurta un dignitoso 10% a chi possiede la Carta Giovani e che propone – con una certa rotazione – fondi di magazzino leggibili (e aquistabili) con cospiquo sconto. C’è questa libreria insomma che mi ha spesso come acquirente e di tanto in tanto come ‘ascoltante’, che propone letture di qualità come direbbero i ben informati. Personalmente non sono in grado di rilevare la qualità della lettura e non sono poi così convinto che esista un nesso tra lettura-emozione e analisi-qualità. Un sistematico inorridirebbe (inorridisco anch’io riflettendoci) ma dopo mesi di letture e suonate ho desistito dal cercare un legame esecutore-ascoltatore che non sia immediato ed emozionale.

Oggi alla libreria Incontro ho visto e ascoltato il prof. Alberto Bertoni che poetava di corse di cavalli, di atmosfere alla D’Arzo, di vissuto, di legame tra generazioni, di editoria… insomma di cose (a parte i cavalli) condivisibili anche dalla non-accademia degli Incamminati. Che poi, ad ascoltarlo bene, accademico il prof. Bertoni non è. Ma campa, sembra di capire, grazie all’Università e dice anche che vorrebbe mandare in pensione critici e direttori artistici. A parte questa malignità pretestuosamente riportata il prof. Bertoni con la sua lettura ha colpito nel segno, dove il segno è la massa informe di idee che si materializzeranno nel prossimo reading.

Rigore narrativo, tensione esecutiva, personalità come riferimento alla dimensione personale. Insomma mentre il prof. Bertoni parlava e poetava ho trovato la chiave per la composizione musicale della Fibonacci. Il prof. Bertoni continuava con i suoi cavalli e le sue scommesse e il suo appennino e i colori e… allora in senso opposto foglie-> funghi-> micologia-> John Cage quasi come il tiro al bersaglio della settimana enigmistica. Poi scopro che anche il prof. Bertoni ha fatto reading con musica e che li ha fatti davvero bene. E che anche noi se ci impegniamo, e (sopratutto) se Cage dall’alto ci fiducia, allora questa Fibonacci riusciamo a scriverla… anzi a cavalcarla come direbbe… anzi poeterebbe il prof.Bertoni.

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