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PREMESSA
L’inchiostro displezzato per la sua nerezza dalla bianchezza della carta, la quale da quello si vide imbrattare. Vedendosi la carta tutta macchiata dalla oscura negrezza dell’inchiostro, di quello si dole; el quale mostra a essa che per le parole, ch’esso sopra lei compone, essere cagione della conservazione di quella.
[Leonardo da Vinci, L'inchiostro e la carta, in Favole/XLVII]

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Opera n. 311

Voi che nelle traduzioni dall’americano scrivete parole come mamma, nonno, zia, nonna, senza metterci davanti l’articolo determinativo e dunque scrivete frasi come “Lo venni a sapere da zia”, o “Frugai nel cassetto di nonna”, o “Me lo disse mamma” ecc., io vi tiro dei miliardi di cancheri e spero che i vostri figli diventino tutti […]

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I conti con Stalin

Avevamo sette quadri di un metro per settanta centimetri ognuno. Rappresentavano Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao Tse-Tung, Gramsci e Togliatti. Discutemmo a lungo. Chi diceva: “Tiriamo via Stalin”. Chi suggeriva: “Tiriamo via i morti e lasciamo solo i vivi”, che erano Mao e Togliatti. Chi obiettava: “E i vivi, poi, cosa faranno, come si comporteranno? […]

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I secondi più antichi

Gli Egiziani prima che Psammetico divenisse loro re credevano di essere i più antichi di tutti gli uomini. Ma Psammetico salito al trono volle sapere quali fossero i più antichi; da allora ritengono che i Frigi siano nati prima di loro e loro prima di tutti gli altri uomini. Psammetico poiché per quante indagini facesse […]

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Quella sera

La Renata, quella sera. Quattro balli di seguito, senza dire niente, le ho preso la mano e mi è venuta dietro come una bambina, fino alla Bosca, stavamo sempre zitti, l’ho cercata nel buio, non ci credevo, l’ho sentita tutta, e quella bocca, quel profumo, la camicetta sbottonata, tremavo, e sotto senza niente, c’era lei, […]

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