Il visibile

Nell’almanacco Quodlibet 2016 “Esplorazioni sulla via Emilia” c’è un racconto in cui Paolo Nori parla del fotografo Luigi Ghirri, ma prima di parlare di Luigi Ghirri parla del filosofo Giorgio Agamben e del fatto che una volta Agamben ha scritto che l’arte non serve a rendere visibile l’invisibile ma a rendere visibile il visibile. E Ghirri fa esattamente questo, rende visibile il visibile. Paolo Nori lo spiega benissimo. L’Emilia, ai suoi occhi, era essenzialmente Lambrusco, pioppi e fiume Po. Dopo aver visto le fotografie di Luigi Ghirri l’Emilia ha cominciato ad essere anche altro: distributori di benzina, semafori, fermate dell’autobus, bambini che si vestono da Batman per carnevale, gommisti e saracinesche. Tutte cose visibili che però, prima che l’occhio del fotografo si posasse su di loro, era come se non esistessero.

Devo dire che trovo assai più interessante questo fatto di rendere visibile il visibile che non l’idea, alquanto misticheggiante, di rendere visibile l’invisibile. Operazione che nell’arte, certe volte, pare essere un obiettivo molto ambito ed anche una qualità imprescindibile. Però poi, essendo l’invisibile appunto invisibile, diventa difficile far paragoni con l’originale quando viene reso visibile. E così agli occhi di alcuni il lavoro dell’artista parrà perfettamente riuscito e in grado di rappresentare, sia pure in chiave allegorica, ciò che risulta inaccessibile all’occhio del comune mortale. Ad altri, invece, tutta l’operazione parrà un grosso fallimento visto che il visibile, per sua natura, manca completamente del mistero dell’invisibile.

Tutto questo mi è venuto in mente sbarcando a Vancouver Island, dove bastano cinque minuti per avere la sensazione fortissima di essere completamente circondati dalla natura, e più nello specifico da foreste e acqua. E dopo qualche giorno questa sensazione diventa una certezza: tante foreste, moltissima acqua. Fra l’altro, per un mero colpo di fortuna, dopo vari giorni a zonzo nei meravigliosi paesaggi del nord sono approdato a Victoria e qui ho visitato l’Art Gallery of Greater Victoria. Il pezzo forte del museo sono i quadri di Emily Carr.

Ora, Emily Carr è una donna bizzarra e affascinante, anticonformista, schiva e amante della solitudine. È nata a Victoria nel 1871 e prima di compiere 30 anni ha già viaggiato molto, risalendo la costa fino in Alaska. In queste spedizioni, ha preso gusto per la pittura e per la vita scomoda e spesso brutale dei nativi, i Nuu-chah-nulth. Per le sue sorelle Emily è solo una zitella con l’hobby della pittura che non ha niente di meglio da fare che socializzare con i primitivi. Emily è la maledizione della famiglia.

Oggi però le sue opere spargono magia nelle sale dell’Art Gallery of Greater Victoria. Ce ne sono di bellissime. “Deep woods”, “Odds and Ends”, “Totem wolk at Sitka”. Allora ecco, guardando i suoi quadri uno si rende conto che le foreste di Vancouver Island non sono semplice natura. Le foreste di Vancouver Island sono ad esempio l’abete di Douglas (Douglas Fir), sono l’ombra che proietta a terra, talmente spessa e talmente densa da risucchiare la luce, sono la corteccia del cedro rosso canadese (canadian cedar tree), resa soffice dal muschio e dal respiro della terra, sono i pali totemici con lunghi becchi sporgenti, i simboli animali della cosmogonia dei kwakwaka’wakw. E non è che fossero invisibili, semplicemente – e per lo stesso motivo per cui Nori non vedeva i distributori di benzina, i semafori, le fermate dell’autobus, i bambini che si vestono da Batman per carnevale, i gommisti e le saracinesche – per quello stesso motivo anch’io, appena sbarcato a Nanaimo, non ho visto altro che foreste ed acqua, tante foreste, moltissima acqua.

Per cui ecco, Emily Carr ha fatto esattamente quel che dice Nori a proposito di Ghirri citando il filosofo Giorgio Agamben: ha reso visibile il visibile.

Mauro Orletti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...