L’instabile

Io sono instabile. la sera per esempio quando ci sono tutti in famiglia sono allegro, racconto delle storie, scherzo, faccio un poco il buffone. Poi d’un tratto mi viene una tristezza improvvisa. Sarà che mia moglie non mi sta mai a sentire, sarà che mi sono ricordato che ho perso la patente, insomma divento triste, triste. Non paro più. Se viene poi qualcuno mi ringalluzzisco di nuovo, soprattutto se parlano di me. Io ho bisogno che si parli di me. Ne ho bisogno perché io sono instabile, non so bene come sono io. Sono un vigliacco? Sì sono un vigliacco. Sono coraggioso? A volte sono coraggioso. Sono avaro? Una volta ho negato cento lire a uno che non aveva le gambe e per di più era tutto storto sulla carrozzella, da chissà quali mali. Niente, non gli ho dato neanche cento lire. E a un altro invece gli ho regalato una penna doro perché mi aveva fatto una piccola gentilezza. Ma com’è la gente? Come siamo? C’è il carattere, o non c’è? O invece è tutto relativo? Come l’acqua che in Arabia la fanno viaggiare sotto terra perché non evapori e la attingono con piccoli argani fresca come fosse venuta dalla montagna, e al polo invece la scaldano sempre perché è di ghiaccio. La gente è sempre la gente, ma com’è? Questa confusione dipende dal fatto che siamo troppo attaccati, non vicini, badate. Attaccati come le mele. Profumano di cose strane, di saponetta, di varechina, di stoccafisso. Così è la gente. I giudici che stanno sempre nelle prigioni, dicono che acquistano l’occhio del ladro. Io personalmente quando sono col ragionier Faglianetti che è un cretino, il mondo, tutto il discorso che faccio anche se l’ho cominciato bene, diventa confuso, stupido. Io col ragionier Faglianetti sono un cretino, profumo di cretino. Invece quando sono col Melati che capisce tutto, che indovina quello che vuoi dire, che t’aiuta persino con le interiezioni i movimenti della testa, allora io mi sento, anzi sono, intelligente. Così con quella zattona della Iole, io non so cosa farci, ma divento volgare. La mano mi parte in modo indecoroso, cosa che non farei per tutto l’oro del mondo con la Milesa. Con la Milesa io sono un gentiluomo inglese. Allora, mi dico, cosa sono io?

[Nino Pedretti, L’instabile, in “Narratori delle riserve”, Feltrinelli 1992]

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