Aurora boreale

Mi sono sempre chiesto come mai certi popoli si sono stanziati al nord, dove già allora, al tempo degli uomini primitivi, faceva un freddo cane. Certo, c’erano le pelli per coprirsi, ma sicuramente rimaneva sempre qualche buco, ad esempio sul collo, oppure le ginocchia eccetera. Le mute complete per gli esploratori del polo nord sono state inventante molto dopo, infatti. Oggi come oggi conosco molti scandinavi che vorrebbero venire a vivere al sud, ma magari non vogliono mollare la famiglia, oppure comunque il sud è già troppo popolato, non è che ora lo possono popolare anche loro. Ma a quel tempo, migliaia di anni fa, quando per la prima volta sono arrivati al nord, al sud c’era rimasto un bel po’ di posto, e loro non avevano ancora messo le radici al nord.
Secondo me è successo così. C’era un popolo che viveva di caccia, e a un certo punto, diciamo all’inizio dell’estate, la selvaggina se ne andò verso nord. Loro la seguirono, come fanno i popoli cacciatori. E segui che ti segui, alla fine si ritrovarono in Scandinavia. Era estate, quindi non faceva così freddo. Diciamo venti gradi anche se loro non avevano i gradi, loro magari dicevano che faceva zum zum, che significava “puoi uscire dalla caverna anche mezzo nudo se vuoi”. Ad ogni modo andava tutto bene. La selvaggina si era fermata lì, infatti più a nord non ci poteva andare, e loro, questo popolo primitivo, erano contenti, cacciavano la selvaggina e magari s’erano pure messi a pescare qualche salmone ogni tanto. C’era luce tutto il giorno e questa cosa non gli dispiaceva, non dovevano neanche più usare delle torce di fuoco per vederci di notte. A un certo punto però le giornate iniziarono ad accorciarsi, iniziò anche a fare freddino, e ormai zum zum non bastava più. E per giunta la selvaggina iniziò a sparire, andava in letargo oppure se ne scappava al sud. Be’ a questo punto i capi si riunirono in una caverna e decisero che era meglio tornarsene indietro da dove erano venuti. Usciti dalla caverna, però si ritrovarono davanti uno spettacolo meraviglioso. Nel cielo c’erano strisce di luce verde azzurra, e qua e là anche rossa. Si muovevano, queste strisce, come fossero onde del mare, avanti e indietro, e ogni tanto cambiavano tutt’a un tratto direzione in modo imprevedibile. A volte parevano sparire, per poi ricominciare a baluginare con forza.
I capi tornarono nella caverna. Mai vista una cosa del genere, disse uno di loro. In realtà disse Zum zum nat tan zum zum. Ma gli altri lo capirono lo stesso. Un altro confermò che in tutta la sua vita ne aveva viste di cose, ma un fenomeno atmosferico del genere mai. In realtà anche lui disse una raffica di zum zum, ma rese l’idea. Ne convennero che era un bello spettacolo, meglio del cinema anche se non era ancora stato inventato, e quindi forse era meglio aspettare un’altra notte per vedere se era stato un caso.
La notte dopo, stessa cosa, anzi, le luci erano da un’altra parte, ed erano un po’ più verdi. Erano tutti contenti, e svegliarono le loro donne per fargli vedere lo spettacolo. Alla fine decretarono che finché c’erano quelle luci notturne, sarebbero rimasti lì. E le luci c’erano quasi sempre, tranne qualche volta che era nuvoloso, ma loro lo capivano che quello era il motivo, infatti si poteva scorgere qualche bagliore ogni tanto, dietro le nuvole. Arrivata la primavera, le notti si accorciarono. Le luci quindi non si vedevano più. Però ora faceva abbastanza caldo, perché andarsene? Inoltre la selvaggina era tornata, tanto valeva restare lì. E fu così che questo popolo diventò il popolo del nord. D’estate stava bene, cacciava la selvaggina tutto il giorno e faceva il bagno nei fiordi. D’inverno guardava le luci verdi di notte, e si cibava di selvaggina surgelata oppure di bacche e radici.
Tutto questo spiega come mai certi popoli vivono al nord, cioè gli effetti dell’aurora boreale. Ma non spiega cosa causa l’aurora boreale. Allora, partiamo dalle macchie solari. Dice che l’aurora boreale parte da lì. Delle particelle (che poi non si sa mai se si vedono o non si vedono, se hanno massa oppure no, eccetera, ma lasciamo stare per ora) arrivano fino alla terra col vento solare che non è un vento vero e proprio, ma insomma arrivano. E poi arrivate sulla terra, si piazzano ai poli perché lì c’è meno protezione magnetica, pare. E poi cosa succede, ecco qua, dice che gli elettroni prima si eccitano, poi si calmano e allora sparano fotoni e così chi si trova vicino al polo nord vede le luci. Insomma c’è abbastanza materiale da non capirci quasi nulla, direi. Zum zum.

[Paolo Pergola]

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