Biancaneve e il cubo di rubik

Ieri sera ho visto un film americano in cui il protagonista è un super-genio che riesce a risolvere problemi complicatissimi che gli altri geni normali ci mettono 6 ore e lui tipo 35 minuti. Lui ha fatto solo la ragioneria ed ha imparato tutto da autodidatta e poi, siccome si era rotto una gamba e non ha potuto arruolarsi nei marines, come spesso capita nei film americani, ha deciso di mettere la sua super-intelligenza al servizio dei servizi segreti, che di fatti, in americano, si chiamano Intelligence.
Qui gli hanno insegnato che la patria si serve anche stando seduti su una sedia e lui era tutto contento di servire la patria perché all’inizio del film era di destra, anche se nei film americani non si dice “di destra”, a meno che non stai parlando del Ku Klux Klan o dei nazisti dell’Illinois, si dice “conservatore”. I conservatori si distinguono da quelli dell’altra parte (che si chiamano “radicali”), perché non firmano petizioni, specie contro la guerra, e credono nei valori fondamentali della loro democrazia.
Mi ha colpito una scena del film in cui il protagonista si trova nell’ufficio di un anziano ex-supergenio, che adesso gli fa da tutor ma a suo tempo aveva elaborato un superprogramma che era molto meglio di quelli in uso alla CIA ma era stato scartato da “quelli che comandano” per qualche losco interesse. L’anziano tutor sta seduto alla scrivania con l’aria frustrata e disillusa (pancetta, stempiatura e scrivania, simboli di inequivocabile disillusione) mentre il protagonista armeggia distrattamente con un cubo di rubik, come se fosse una pallina antistress. Sulla scrivania ce ne sono altri tre o quattro di cubi di rubik, anche di quelli a 12 strati per super nerd, tutti risolti. Quando il protagonista chiede indignato “ma lei allora cosa ha fatto?” il tutor scatta in piedi e urla “mi sono rivolto all’Ufficio Legale” con l’espressione di chi ha fatto l’unica cosa logica e razionale che c’era da fare e non riesce a spiegarsi perchè le facce del cubo non siano andate a posto. Corruzione! La spiegazione è fin troppo semplice, per uno che risolve il cubo di rubik.
Là per là mi sono immaginato quel povero sfigato come me che sta all’ufficio legale della CIA e si vede arrivare la lettera del supernerd che risolve il cubo di rubik a 12 facce in un minuto che illustra dettagliatamente un super programma informatico che è in grado di controllare tutti i messaggi del mondo separando automaticamente quelli dei buoni cittadini da quelli dei terroristi. Il povero sfigato, che ha studiato giurisprudenza, ci avrà messo dei mesi per cercare di capire cosa c’era scritto nella lettera e in che modo il programma in questione si differenzia in modo sostanziale dagli altri e se la differenza fosse davvero tale da non poter essere ignorata se non per colpa grave o dolo. Magari avrà fatto anche ricerche di giurisprudenza alla biblioteca del Congresso, come si vede nei film americani. Poi l’avrà catalogata come “riservata” (che in americano significa “marone”) e l’avrà sottoposta al suo superiore con una bella nota di accompagnamento per tradurre il linguaggio dei supergeni in qualcosa di comprensibile per un capo che non ha manco finito giurisprudenza. Questi a sua volta avrà depurato la nota dalle citazione colte, l’avrà annacquata un po’ e inviata a quelli che comandano, che poi sono gli stessi che avevano scartato il super programma.
Ma quello che mi ha colpito è che là, nella stanza del tutor con i cubi di rubik a un certo punto si vede bene, attaccata alla parete, la foto del presidente Kennedy sorridente e fiducioso nell’avvenire. Allora mi sono chiesto: ma Kennedy lo sapeva fare il cubo di rubik? Secondo me no. Cioè, forse una volta, a culo, ci sarà pure riuscito, a forza di girare e rigigare. Ma sicuramente non quello a 12 facce. Kennedy, secondo me, aveva fatto giurisprudenza e quando si è trovato davanti la crisi dei missili a Cuba o le rivolte degli afroamericani non sapeva nemmeno lui che pesci pigliare e avrà chiesto chissà quante note a quei poveri sfigati dei suoi uffici legali che avranno fatto ricerche alla biblioteca del Congresso. E siccome agli uffici legali nessuno sa fare il cubo di rubik e distinguere automaticamente i buoni cittadini dai comunisti, avrà cercato anche lui di barcamenarsi tra dolo e colpa grave e bene e male e meglio e meno peggio e poi alla fine, siccome Kennedy faceva parte di quelli che comandano, alla fine tra le tante possibilità doveva prendere una decisione e l’ha presa. E gli è andata pure di culo, ché infatti ancora i supergeni che risolvono i cubi di rubik hanno la sua foto dietro la scrivania e non pensano che era un corrotto.
Il protagonista del film lo chiamano Biancaneve, che in lingua originale doveva essere un gioco di parole perchè lui in realtà si chiama Snowden, ma in italiano resta solo un nome che evoca ingenuo candore e bontà di cuore. Perchè lui naturalmente, essendo intelligente, è buono sensibile e altruista ed essendo il protagonista di un film americano, è disposto a sacrificarsi per salvare il mondo.
Per cui piano piano, a forza di vedere quelli che comandano che fanno porcate, diventa di sinistra, crede in Obama ma poi rimane deluso perché anche Obama non mantiene le promesse e a differenza di Kennedy non ha la scusa di essere stato ammazzato (no, a Obama non gli è andata di culo come al suo predecessore). E allora Biancaneve decide che l’unica cosa logica e razionale da fare è rivelare a tutti la verità sui metodi della CIA e per portare le prove al mondo esterno nasconde una pendrive nel cubo di rubik, confidando nell’ottusità delle guardie. Questo mi ricorda un altro film americano in cui il protagonista è detenuto per molti anni in un carcere, ma naturalmente è innocente mentre quelli che comandano nel carcere sono corrotti e spietati. Allora lui scava un tunnel usando un attrezzo da geologo, perché anche lui era un po’ cervellone e coltivava l’hobby della geologia, ma per non farsi scoprire lo ha nascosto nella Bibbia, confidando nell’ottusità delle guardie. E alla fine del film dice che la Verità rende liberi. La Verità infatti, nei film americani, sta nella Bibbia e nel cubo di rubik perché è il Bene e si sa che il bene sta nelle cose giuste e logiche.
La Verità è una via dritta che basta saperla leggere e se non riesci a vederla è perchè non sei abbastanza intelligente o sei corrotto, che è un po’ la stessa cosa. Oppure è perchè quei maledetti corrotti che comandano e le loro guardie zoticone ti vogliono impedire di vederla, la Verità, ma le persone intelligenti e sensibili alla fine la spuntano.
E questo film che ho visto l’altra sera è una storia vera e infatti è proprio così, razionale e reale.
Semplice come il cubo di rubik.

[Mario Mastrocecco]

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