Quello e quegli altri

A quello continuavano a prenderlo per un altro, per alcuni era un forestiero, per altri era sempre il figlio di uno diverso, ma per la maggior parte delle volte veniva confuso per un altro che non era lui. Non come succedeva a quegli altri di quel gruppetto che avevano iniziato a confondersi fra di loro, siccome erano vestiti uguali, coi capelli uguali, con la camminata uguale, con la voce che s’assomigliava, che invece se li dovevano nominare in qualche modo usavano sempre lo stesso nome, un solo nome per dirne molti, tanto ci si capiva. Certe volte quello che lo prendevano sempre per un altro diceva di essere un altro di proposito, tanto per vedere, ma in genere dubitavano della sua identità sempre e comunque, e non gli credevano mica, e ricominciavano subito a pensare di lui che non fosse quello che diceva di essere, ma un altro ancora, e mai una volta quello giusto. Un fatto strano anche dal punto di vista probabilistico visto che si trovavano a vivere in una piccola comunità.

[Francesco Marsibilio]

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