L’invertoso aggramerato

Che dice il copiamale barbocchioso
Quando, s-ciuso, s’ammena per le liuzze
E luecchia, con gnuro d’invertoso,
Lo sprizzo della festa encondimiale?
“Io puolo apputtanar la pulcritudo,
Io sdruso abbelinar chi non m’abbroda
Io squecchio, spompo e sbrauro
Color che a meno fan di mia magnezza.”
S’attradascrámpela così lo gran fernuto
Scimpiando ciò che può. Ma può assai poco.
La festa zinfirlá, s’agglauca e stilla,
S’abbaffa del connardo purgallioso
E drilla, gonca e tríntila felice
Obliando l’invertoso aggramerato.

[L. Brignoli, L’invertoso aggramerato, in Nuova Tèchne 24, XXIX, 2015]

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