Stallo alla messicana

Durante una rappresentazione itinerante di un episodio della bibbia, ma in chiave moderna, la recitazione di Abramo, nell’atto in cui lo si vede prossimo a uccidere il figlio Isacco, è stata così sopra le righe per credibilità che uno che si trovava a passare di là – lo spettacolo si è tenuto in un vicolo di periferia per aumentare il realismo scenografico – quando ha visto che Abramo teneva una rivoltella Smith & Wesson puntata sulla tempia di Isacco e stava proprio per sparargli – perché evidentemente è così che avevano deciso di fare con la chiave moderna di riscrittura dell’episodio biblico, e perché è così allora che gli aveva detto di fare il Signore, a Abramo, perché è noto che voleva metterlo alla prova – quando ha visto quella scena, in quel momento tanto delicato per gli attori, s’è fatto avanti e ha tirato fuori la sua, di pistola, un beretta semi automatica col numero di serie cancellato, e l’ha puntata addosso a Abramo, intimando il vecchio a mettere giù il ferro e a darsi una calmata, ché lì non voleva troppi casini. Secondo il tipo, una specie di gangster a giudicarlo dall’aspetto, per una questione di territorio là non doveva morire nessuno, altrimenti sarebbero stati cazzi, salvando lui in questo modo la vita del giovane Isacco ma rubando pure la scena all’angelo – che pur dovendo apparire secondo i canoni classici, essendo questi esseri indipendenti dal tempo e dallo spazio, si era scelto, cioè gli sceneggiatori lo avevano fatto, di rappresentarlo come un poliziotto – che, sempre secondo il volere di quanto scritto nella sceneggiatura, che in quel caso coincideva anche con il volere di Dio, avrebbe dovuto fermare Abramo mentre cerca di uccidere Isacco e sbatterlo in galera in attesa di un avvocato. Ma che quando s’è ritrovato fra Abramo con la pistola puntata sulla testa di Isacco e il gangster con la pistola puntata contro il vecchio, a quel punto è andato per un attimo in confusione. Ma dopo, passato il momento di confusione, si è ripreso e ha continuato a recitare la sua parte come da copione, e proprio quando stava recitando la parte che fa Abramo, Abramo! Non premere il grilletto… – perché così avevano scritto gli sceneggiatori sulla sceneggiatura per attualizzare il testo della bibbia – a quel punto però s’è visto puntare addosso la pistola del gangster intruso nella scena come logica conseguenza del fatto che quello s’era preso paura alla vista di uno sbirro e non voleva finire dentro per possesso illegale di arma da fuoco. Ma è in quel momento che è successa la svolta, ché Abramo ha approfittato della situazione non essendo più in dovere di uccidere il figlio Isacco – il poliziotto infatti aveva fatto appena in tempo a dire Abramo, Abramo! Non premere il grilletto… – e inoltre non essendo più sotto il tiro della pistola dell’intruso, che invece teneva sotto tiro il poliziotto, cioè l’angelo, ha rivolto contro il gangster la sua rivoltella e l’ha messo sotto il suo tiro, venendo così a raffigurare la rappresentazione trina e perfetta di uno stallo alla messicana, che piace sempre parecchio e infatti ha riscosso il successo del pubblico per il lavoro sopraffino di attualizzazione dell’episodio biblico ma in chiave moderna, pubblico che ha lasciato andare un lungo applauso che pareva una schioppettata di mitraglietta tanto che rimbombava nel vicolo. Poi pare che l’intruso s’è preso paura e è corso via sparando in aria per seminare il panico. La replica dello spettacolo poi comunque non è stata autorizzata per una questione di disordine pubblico.

[Francesco Marsibilio]

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