Alta Tensione

Insegnava educazione tecnica in una scuola media di Pordenone. I suoi studenti lo chiamavano professore oppure, quando non poteva sentirli, Alta Tensione. Sembrava un tipo tranquillo: parlava lentamente e con una mezza sigaretta spenta in bocca. Non fumava mai, non interrogava mai, non usava mai i libri. Insegnava a lavorare il legno e, alle volte, a sviluppare fotografie. Portava gli studenti a fotografare gli ippocastani nel cortile della scuola e dopo, nella camera oscura, mostrava come immergere la pellicola nel bagno d’arresto, nel bagno di fissaggio e poi nel bagno tensioattivo. Aveva una gran pazienza con tutti, anche i più maldestri. Se qualcuno però, anziché fotografare gli ippocastani, provava a fotografare dell’altro – una panchina mettiamo, oppure un piccione, o per esempio la bidella che assisteva alla lezione da una finestra al primo piano – allora Alta Tensione si accendeva e urlava: Brusadin smettila o ti fulmino! Se fai un’altra foto, Feruglio, giuro che ti fulmino! Vascotto inquadra l’ippocastano o ti fulmino all’istante!

SOPRANNOMI

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