Ciciaòs

Lavorava come infermiere all’ospedale di Trento e aveva sposato la figlia di un funzionario di banca. La famiglia della sposa non lo considerava un buon partito e siccome era originario di Pieve di Bono, un paese che in passato aveva conosciuto una profonda miseria, lo chiamavano Ciciaòs. Così le domeniche, quando i suoceri si fermavano a pranzo a casa sua, cercava di conquistare un po’ della loro stima servendo generose porzioni di arrosto. Dopo il suocero si ammalò di tumore, finì all’ospedale e lui gli rimase accanto per tutta la malattia. Era l’unico dal quale il vecchio si faceva toccare. Gli ultimi giorni era sempre meno lucido e passava la maggior parte del tempo in uno stato di semi-incoscienza. Quando riacquistava lucidità si guardava intorno e chiedeva: Ciciaòs, dov’è Ciciaòs?

SOPRANNOMI

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