Una minaccia

LEGGENDE

Sembra una tradizione antichissima, in realtà in molti paesi italiani sopravvive l’usanza di allevare un maiale che poi, una volta macellato, servirà a sfamare un’intera famiglia per tutto l’anno.
Mio zio, che si chiama Franco e abita a Monsummano Terme, alleva ancora qualche tacchino e naturalmente, il maiale. Quando poi si tratta di ucciderlo, organizza una festa alla quale inviti amici e parenti.
Non sono mai andato però mio zio mi ha raccontato di una volta che ha assistito all’uccisione del maiale. Era arrivato un paio di giorni prima dell’evento. Suo fratello l’ha portato un po’ in giro per il paese aiutandolo a prendere confidenza con le persone che avrebbero partecipato al rito.
È successo che una sera, mentre bevevano un bicchiere di vino, un certo Giovanni, alquanto alticcio a dire il vero, ha punzecchiato lo zio Franco e l’ha provocato con quella che è sembrata una minaccia senza senso: scommetti che te il maiale non l’ammazzi?
Allora il giorno della macellazione questo Giovanni si è presentato a casa di zio Franco rimanendo tutto il tempo in piedi, a braccia conserte, vicino allo stalluccio dove stava il maiale. Mentre gli amici tenevano ferma la bestia zio Franco ha preso un lungo spillone e l’ha infilato con forza nel costato della bestia. Dalla ferita è venuto fuori molto sangue ma il maiale, che in teoria avrebbe dovuto morire nel giro di qualche minuto, ha continuato a grugnire e a dimenarsi nel tentativo di sfuggire alla presa degli uomini.
Non accade spesso, comunque non sempre lo spillone arriva agli organi vitali del maiale. Perciò è stato infilato una seconda volta. Altra ferita, altro sangue, ma niente, il maiale ha continuato a vivere. C’è stato un terzo tentativo, stesso risultato. A quel punto, anche per evitare di torturare il maiale, lo zio ha detto di lasciarlo libero. Dopo è tornato con un fucile, ha preso la mira e gli ha sparato al centro della fronte, poco sopra gli occhi. Il maiale ha barcollato un po’ all’indietro e dopo, una volta assorbito il colpo, è tornato a mangiare.
È stato allora che zio Franco ha capito che non c’era altro da fare che andare da Giovanni. Il quale, in effetti, è rimasto tutto il tempo in piedi ad aspettare l’arrivo del suo avversario. Solo che quando ha visto mio zio non ha detto niente, si è chinato e ha raccolto un coltello che aveva piantato nel terreno. Nel preciso istante in cui ha sfilato la lama si è sentito un grugnito provenire dalla stalla. Mente Giovanni andava a bersi un bianchetto nel bar del paese, mio zio ha finalmente cominciato a dissanguare il maiale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...