Bambola da vetrina

CITAZIONI

Un italiano che possiede una villa a Riva del Garda e che grazie agli interessi del patrimonio lasciatogli dal padre può permettersi di vivere agiatamente, ha trascorso gli ultimi dodici anni, come scrive «La Stampa», in compagnia di un manichino femminile di quelli che si espongono nelle vetrine. Gli abitanti di Riva raccontano di certe serate tiepide in cui potevano osservare questo signore italiano, che a quanto pare avrebbe studiato storia dell’arte, mentre saliva con questa bambola da vetrina su un’imbarcazione di lusso, ormeggiata poco lontano dalla sua villa e coperta da una cupola di vetro, per fare una gita sul lago in compagnia della sua bambola da vetrina. Quando una volta, alcuni anni fa, in una lettera inviata al giornale che si pubblica a Desenzano, un lettore l’ha definito un immorale, sembra che l’italiano abbia inoltrato al competente ufficio di stato civile la richiesta di sposare la bambola da vetrina, ricevendo però un rifiuto. Anche la Chiesa gli ha negato il matrimonio con la sua bambola da vetrina. In inverno l’italiano lascia regolarmente il lago di Garda verso la metà di dicembre e parte con la sua amata, che ha conosciuto in una vetrina di Parigi, alla volta della Sicilia, dove alloggia sempre al famoso Hotel Timeo di Taormina per sfuggire così al freddo che, contrariamente a tutte le assicurazioni, dalla metà di dicembre in poi diventa insopportabile ogni anno anche sul lago di Garda.

[Thomas Bernhard, L’imitatore di voci, Adelphi 1987]

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