Ariè

Cusa favia al dé ch’è mort Arié?
A gh’eva vint’an. L’era an cariulant, n’anarchic, bon cm’el pan.
Da quand chi là i cmandava / al stava lugà in dal bosc.
Lur il pundgava. Na matina l’eva riscià / d’gn’in paes a salutà sö madar.
I l’à vest, in quatr’i ga sparà, lasà cuntr’al mur a sugaras cm’en pipistrel fiundà.

[Cesare Zavattini, Stricarm’ in d’na parola, Bompiani 2006]

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