Venti metri cubi

Avevamo compreso un fatto stupefacente: agli occhi dello Stato e dei suoi rappresentanti, un uomo fisicamente forte è migliore, proprio migliore, più morale e più prezioso di un uomo debole, vale a dire di un uomo che non ce la fa a tirar su dallo scavo venti metri cubi di materiale per turno di lavoro. Il primo è più morale del secondo: egli realizza la sua “percentuale”, adempie cioè il suo principale dovere nei confronti dello Stato e della società, e per questo viene rispettato da tutti. Gli si chiede consiglio e si tiene conto del suo parere, lo si invita a conferenze e riunioni i cui argomenti non hanno molto a che vedere con i problemi di chi deve spalare della terra pesante e scivolosa fuori da fosse bagnate e sdrucciolevoli.

[Varlam Salamov, I racconti di Kolyma, Einaudi 1999]

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