Mercato nero

Mio padre pure, anche se brevemente,
ha fatto in vita sua il commerciante: d’olio
e d’olive prima di sposarsi, poi il borsista,
di quelli piccoli però, cosi tanto per campare.
Una volta, nel 45, rotolò giù di notte
un fusto di benzina dalla Stazione fino
al Camposanto, che poi nascose a lungo
nella grotta dei Massasanto. Un’altra volta
a Fontane Bianche comprò un valigione
di pantaloni americani, camicie e canottiere,
più uno scatolone di filato col rocchetto di
legno che scambiò col pane e la farina
d’un molinaro del Biviere.
Quand’era cantoniere a Scorciavacche
comprava fave e lenticchie dai massari
di Carpentieri e raccoglieva capperi e
barbaini sulle coste dell’Arcibessi, roba
che poi vendeva a un tizio di Catania che
passava ogni tanto con una specie di Leoncino
tutto telato, di quelli prima della Guerra.
Una volta, mentre scendeva da Costaprena
col tascapane pieno di carne di maiale, per
i pastizzi di Pasqua, dice che lo fermarono i
carabinieri. Di cinque chili di carne che aveva
gliene lasciarono solo due quei masnadieri!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...