Anno torbido

Anno torbido a quanto pare fu il Sessanta anche se
io a quel tempo leggevo solo fumetti e poco o nulla
dell’Italia conoscevo, solo un po’ sapevo dell’USCS dato
che mio fratello Tano da fascista era passato Milazziano.
Tano era diventato il più attivista ragazzo del paese in
quel partito autonomista dell’agrario Milazzo nato da
una costola Sturziana e alleato persino del partito
Comunista, partito alla fine del senatore Corrao
vecchio sindaco di Gibellina ammazzato or’è forse
tre mesi dal suo badante cingalese.
Anno pure, questo sessanta, di Fernando Tambroni,
un ganzo democristiano che mise su un governo di
emergenza con l’appoggio esterno dei missini e fece
succedere un casotto a Genova, ovunque nel paese,
manco fosse tornato un’altra volta il quarantotto.
Ministro dello spettacolo c’era il vecchio Tupini che
decise di proibire per prima cosa la Dolce Vita di
Fellini perché dice era un film troppo scandaloso,
come ministro dell’interno c’era invece Spataro
che autorizzò a Genova il congresso dei missini e
cominciò così i casini, che poi mandò i celerini
di Scelba a Reggio Emilia e finì che ne lasciarono ben
cinque morti ammazzati nella piazza ‘sti governativi
assassini.
Dopo un’estate torbida ed afosa per fortuna venne
il settembre olimpico di Roma, fresco e frizzante
come una gazzosa: Bikila scalzo e leggero che
crossava l’arco di Costantino come una gazzella,
l’oro e la corsa bella sui duecento di Berruti e
sul ring dell’Eur a danzare come una farfalla
il peso welter Nino Benvenuti…

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