Sei regole per lo scalatore

1. Non basta essere all’altezza delle difficoltà che si affrontano, bisogna essere superiori ad esse.
2. La misura delle difficoltà che uno scalatore può affrontare in discesa, con sicura e piena coscienza delle proprie capacità, deve rappresentare l’estremo limite delle difficoltà da lui affrontate in salita.
3. L’impiego di mezzi artificiali trova giustificazione solo in caso di pericolo incombente.
4. Il chiodo da roccia deve essere un rimedio di emergenza, e non il fondamento del proprio sistema di arrampicata.
5. La corda può essere una facilitazione, ma non il mezzo indispensabile per effettuare una scalata.
6. Tra i massimi principi vi è quello della sicurezza. Non però la sicurezza che risolve forzosamente con mezzi artificiali le incertezze di stile, bensì la sicurezza fondamentale che ciascun alpinista deve conquistarsi con una corretta valutazione delle proprie capacità.

[Paul Preuss, morto il 3 ottobre 1913 precipitando dal fianco nord del Mandlkogel]

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