Tra l’utile e il futile

I QUOTIDIANI MILLE TRAVESTIMENTI DEL NIENTE
Ovvero
L’AN-ES-T-ETICA ID-ENTITA’
Ovvero
LA FABBRICA DEGLI SCHIAVI

* * * * * * * *

Tra l’utile e il futile
la quotidiana finta solidarietà
di lamenti intessuta
e di sterili racconti
ovvero
la monoteistica e delinquenziale
triade mistica e nichilistica
dell’assoluzione
deresponsabilizzante
cioè nell’ordine
soltanto espositivo
il padre illegittimo e geloso
assoluto e asessuato [1]
l’utile [1]
o unico principio
il figlio castrato
il futile
o perfetto subordinato
e lo spirito “santo” [2]
o an-es-t-etica ID-entità
del puro e adialogico formalismo
essenza del millenario dominio
pigramente
affettuosamente
ed acriticamente legittimante
il disordine costituito

Udine, 19 ottobre 2007

NOTE
[1] Padre (…dello sfruttamento economico e/o dello sfruttamento psichico), nella cosiddetta “rivelazione” cristiana ipostaticamente autoproclamatosi unico principio… storicamente però, questo fatto, in effetti dopo unilaterale rinuncia dello stesso “principio” al congiungimento con i coevi principi della Madre etica estetica e religiosa – i principi del dialogico e originario pluralismo (etica), dell’estasi carnale (estetica), e delle relazioni originanti divinità temporanee (religione) – principi – ma qui è più proprio parlare di dimensioni o forme o modalità d’essere – storicamente dapprima annientati mediante inganno e violenza, eppoi autoritariamente e dottrinariamente sovvertiti mediante funzionali ridefinizioni economicisticamente gradite all’illegittimo padre.
Incidentalmente è da osservare che la stessa delinquenziale triade è stata riproposta surrettiziamente, in guisa di efficace ed equivalente operatore mistico dell’invarianza, ad esempio dalla pseudoscienza sociale di Marx: struttura (il padre economicistico), sovrastruttura (il figlio ubbidiente), e dunque il chiacchiericcio e l’azione fideistica ed inconseguenziale spesso violenta ed altresì rischiosa ed autolesiva del proletariato (lo spirito santo).
Infatti non per puro caso il marxismo idolatra e allucina percorsi storici necessari (=filosofia della storia), e non coglie che storicamente la prima specie di strumento-oggetto-merce sono stati l’uomo e la donna – anche nella forma nucleare monosoggettiva, fatto questo che ha segnato il passaggio dalla guerra accidentale ai conflitti sistematici, dapprima soltanto tra gruppi di individui, eppoi – ad uno stadio più avanzato del processo storico reale – ad esempio con il cristianesimo – anche mediante insinuazione negli stessi individui, i quali sono stati dimidiati-conflittualizzati-anestetizzati-devitalizzati-schia-vizzati per il tramite di irrazionali forme di vita – altresì progressivamente perfezionate – funzionali allo scopo dello sfruttamento sempre più sistematico economico e/o psichico.
Ed ancora, certo non per puro caso il marxismo riesce ad essere soltanto, talvolta, dottrina efficace di ricambio tra forme di governo derivatamente autoritarie – dispotiche o oligarchiche o ancor peggio pseudodemocratiche, mentre per nulla modifica le diverse correlate forme di “stati” autoritari: nazionali, sovranazionali, interfamiliari, domestici plurisoggettivi e monosoggettivi, ecc.
[2] Spirito santo (o triade mistica) è una sintesi dogmatica, di specie diversa rispetto alle sintesi dialogiche. Dunque tratteggio qui di seguito le caratteristiche di entrambe le tipologie di sintesi.
SINTESI DOGMATICHE
O pseudosintesi, è ogni sintesi, esplicita o implicita, a livello individuale consapevole oppure no, istituita e/o funzionante autoritariamente tra due elementi uno dei quali è stato derivato dall’altro o dogmaticamente (in ambito speculativo) o deduttivamente (in ambito logico) o funzionalmente (in ambito pratico): qui in tutti questi tre ambiti operativi non v’è in effetti alcuna sintesi né teorica (a priori, tra concetti logici, cioè ipotetica) né teorico-pratica (a posteriori, tra fatti, cioè sperimentale), ma c’è soltanto una apparente pluralità di elementi i quali arbitrariamente vengono assunti tra di essi in relazione di diversità mentre funzionalmente obbediscono a strategie complessive di dominio alla stregua di una macchina le cui parti sono state “tecnicamente” programmate per un determinato scopo unitario. Ora, proprio le anzidette categorie di pseudosintesi, oggettivamente sempre tra di esse correlate, costituiscono la struttura elementare di fondazione e di esercizio di ogni forma di dominio. Storicamente abbiamo ad esempio le seguenti pseudosintesi equivalenti e/o correlate: la palingenesi cristiana, le sintesi storicistiche hegeliana e marxiana, e di queste ancor più subdole le sintesi implicite sia nella gran parte del corrente specialismo intellettualistico così come pure nelle attuali forme prevalenti di vita innanzitutto non immediatamente produttive di oggetti e servizi materiali (cioè nell’assunzione e nell’esercizio acritico di credenze usi costumi e prassi sociali quotidiane). La corrente millenaria ideologia utilitaristico-irrazional-volontaristica-liberal-cristiana-hegeliana-marxiana-fascista-socialdemocratica-nichilisticoquotidiana – fondata su pseudosintesi e similmente declinata, allora più propriamente da chiamarsi dottrina – storicamente si è affermata alla stregua di cellule cancerogene impazzite la cui unica motivazione di replicazione è l’infausto successo proliferante delle altre cellule uguali incuranti della morte del corpo nel quale sono innestate parassitariamente.
SINTESI DIALOGICHE
O sintesi autentiche, o progressive, o produttive, sono tutte le sintesi tra due elementi irriducibilmente tra di essi distinti, dalle quali sintesi sempre scaturisce un elemento terzo rispetto ai due elementi originari. Ci sono quattro tipi di sintesi dialogiche – tra di esse auspicabilmente interdipendenti, anche a contenuto simbolico dal momento che alla composizione di concetti o fatti diversi di un medesimo ambito esperienziale è qui fisiologicamente sincrona anche la composizione di concetti inerenti uno stesso oggetto esperito in più dimensioni esperienziali: abbiamo allora sintesi etiche, sintesi estetiche, sintesi estetico-religiose, e sintesi scientifiche (queste ultime dapprima oggetto di ostracismo – ricordiamo ad esempio la condanna di Galileo Galilei nel 1633 – comunque ancora sino ad oggi di fatto ammesse condizionatamente all’esercizio specialistico nell’ambito delle relazioni di tipo meccanico-quantitative previo efficace sterilizzazione da ogni contenuto simbolico ottenuta attraverso la ineludibile subordinazione all’unidimensionalità del dominio economico e psichico assicurato dalle millenarie leggi patriarcali di mercato).
Nelle sintesi estetiche e nelle sintesi estetico-religiose mai c’è reale ritorno a presunte unità originarie, effettivamente consistendo le gratificanti esperienze di perdita identitaria – orgasmiche oppure no – in evoluzioni identitarie di rinascita di un elemento diadico nell’altro elemento producente estasi. Pertanto, nelle sintesi delle esperienze estetiche ed estetico-religiose, ma anche etiche, non necessariamente la produzione dell’elemento terzo consiste in una produzione anche di tipo quantitativo, potendo ben darsi semplicemente nella forma di una produzione qualitativa appunto di rinascita di uno o di entrambi gli elementi costituenti la diade originaria.
SCHEMATICAMENTE possiamo dire che nelle pseudosintesi il movimento è dal despota “uno” (cioè dal padre asessuato) al molteplice apparente (cioè il figlio castrato e suddito riproduttore). Mentre nelle sintesi autentiche il movimento è dal due (=molteplice) al tre identitario qualitativo e/o quantitativo (=struttura elementare delle possibili democrazie etico-politiche).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...