S-mentire

Non è più come una volta. La gente non ha soldi. Vanno in giro con assegni di viaggio, sceccharii e lettere di credito. Il denaro non lo porta più in giro nessuno. Il credito è tutto. Uno riscuote lo stipendio e è già tutto bell’e speso. Per comprare la casa, si ipoteca la vita. E poi quella casa bisogna riempirla di stronzate, e bisogna avere la macchina. Sono fissati per la roba e il governo lo sa e così li tartassa di tasse e di imposte, sui beni e sui consumi. Nessuno ha più denaro. Le piccole aziende non ce la fanno a tirare avanti.

Leggendo a ritroso i giornali degli ultimi mesi – come si dovrebbe sempre fare anche con l’oroscopo per smentirne le boiate ma non si può perché ovviamente “porta male” – si trovano due giustificazioni contraddittorie della realtà che ci tocca vivere: non è vero che c’è la crisi ossia si sta sempre meglio oggi che ieri; sì, c’è la crisi ma è appena iniziata, anzi sta già finendo, è stata solo una tempesta estiva passeggera… ossia la crisi non viene da lontano.
Cominciamo da questo secondo assunto. Le cinque righe riportate in corsivo non sono di ieri: le ha scritte Charles Bukowski in un racconto pubblicato nel 1972 in raccolta ma scritto qualche anno prima. Circa quarant’anni in cui le cose non sono cambiate di molto. O forse sì: in peggio. Possiamo andare alla ricerca di tutte le prove che vogliamo ma ne basta una: il vecchio Hank stava solo osservando l’abominevole crescita del ricorso al credito (ossia debito) da parte delle famiglie americane. A quei tempi, secondo calcoli fatti a ritroso (http://www.businessinsider.com/henry-blodget-our-de-2009-4), tale indebitamento veleggiava intorno al 50% rispetto al Prodotto Interno Lordo USA ma Bukowski non poteva immaginare che sarebbe arrivato oggi a superare il 100%. Come solo, udite udite, intorno al 1929!
Ma a questo punto occorre s-mentire: diligenti economisti del Credit Suisse hanno replicato che tale stima soffrirebbe di un problema di duplicazione di valori. Chissà se questi economisti parlavano con i trader trafficoni che hanno gettato anche Credit Suisse nella bufera dei mutui-spazzatura e che hanno costretto l’istituto a una svalutazione di 2,85 miliardi di dollari nel 2008!?! Anche dando per buone le critiche tecniche, nessuno può negare che il ricorso all’indebitamento sia continuo e costante: è una tendenza che viene da lontano, con la crescita che inizia proprio con l’inizio degli anni 70, parallelamente alla crisi dell’economia reale che tiene bassi i salari e costringe le famiglie a una dura scelta: tenere a freno la propria voglia di consumare o ricorrere al credito.
Attenzione, nuova smentita: nessuno ci dirà mai di frenare le nostre voglie consumistiche! Cosa venderebbero poi le aziende? Quindi la scelta non esiste: ottimismo e comprare! Con la carta di credito e finché regge. Sono mesi che ce lo dice il presidente del consiglio (che, in quanto a istinti, pare faccia molta fatica a frenarsi!), tentando appunto di smentire la crisi in corso. Ma possibile che non ci sia un modo per smentire la smentita e dimostrare che stiamo peggio oggi di ieri, non meglio? Un modo oggettivo, che non ci faccia correre il rischio di essere poi smentiti da economisti-cioccolatai svizzeri?
Facciamo allora un esempio più reale: ipotizziamo di voler andare a puttane! Pare indelicato, è vero, però pur sempre di attualità… E poi l’incremento nel tempo delle tariffe della prostituzione è un indice che trascende il sistema economico capitalistico, permettendo confronti anche con lo schiavismo o il feudalesimo (cfr. Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers di De Andrè e Villaggio).
Insomma, non so quanto costi una prostituta in termini assoluti e relativi, cioè rispetto al paese in cui ci si va. So che quelle della via dove abito, a Sevilla, ultimamente hanno cominciato ad adescarmi. La prima volta, dando un’occhiata di traverso a una signora di mezza età, pensavo fosse un colpo di sole che qui non manca mai. Ma adesso che siamo arrivati a tre/quattro volte, comincio ad avere la certezza che il loro mercato è in crisi: sono sempre tutte sulla strada, non via con qualche cliente! E i clienti se li devono cercare, un po’ come un qualsiasi agente di vendita o un commerciale di una multinazionale. Allora veramente non è più come una volta. Quando Bukowski rimaneva senza soldi per averli spesi – quei pochi che aveva – in cavalli e puttane!

Claudio Cozza

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