L’animale morente

E’ del caos dell’eros che parliamo, di quella radicale destabilizzazione che è il suo eccitamento
(Philip Roth, L’animale morente)

Amore, sesso, morte e libertà… tutto racchiuso e vissuto in una sola parola: desiderio! Desiderio di vivere e di allontanare l’idea di vecchiaia e di morte, desiderio di andare contro le regole, di evadere, di fuggire dalla realtà e dal tempo, desiderio di guardare e toccare la perfezione di un corpo come se fosse qualcosa di irreale, di sublime, di artistico… chi di noi non desidera qualcosa? Chi di noi non vorrebbe rimanere in quella fase della vita chiamata giovinezza ma viverla con l’esperienza e la maturità della nostra età reale? Chi di noi non vorrebbe fuggire dal tempo e dallo spazio e volare con i pensieri oltre i limiti del reale, dello scibile, del finito? Questo dà Philip Roth con la sua narrazione: la voglia di vivere e di sentirsi liberi!
In un periodo in cui la liberalizzazione – anche del sesso – la faceva da padrone, David si sentiva perfetto in un mondo perfetto, spettatore della sua vita e del mondo, distaccato dalle emozioni, trasportato dal senso del piacere e del bello, trasportato dal sesso. Ma il mondo perfetto non esiste (e se pure esistesse sarebbe noioso e inutile!) e né Roth né David sono perfetti: per quante cose tu sappia, per quante cose tu pensi, per quanto tu ordisca e trami e architetti, non sei mai al di sopra del sesso. E questo è un gioco assai rischioso. È il sesso a sconvolgere le nostre vite, solitamente ordinate. Ogni vanità, portata alle estreme conseguenze, finisce sempre per burlarsi di te. E infatti, inevitabilmente, David si ritrova a provare emozioni e sensazioni legate al mondo reale: con questa ragazza hai sentimentalizzato l’esperienza estetica: l’hai personalizzata, l’hai trasportata nella sfera dei sentimenti […] questo vuol dire innamorarsi. L’unica ossessione che vogliono tutti: l’amore.
Allora David inizia a provare amore e gelosia. Sente la magia della musica classica in cui perdersi, imparata a suonare con altri scopi, ma che alla fine rappresenta l’evasione. La solitudine e l’abbandono dopo la morte del suo migliore amico, la tenerezza per quella donna contemplata e amata e la sensazione di morire anche se ancora vivo… questo è l’uomo… creatura atipica in un mondo atipico… non cerchiamo sempre noi il modo migliore per vivere questa vita così breve, non vogliamo essere consapevoli di fare tutto ciò di bello e intenso degno di questa cosa chiamata VITA?
Ma non esiste un’unica concezione di vita, non esiste un dogma da seguire per essere felici. Ognuno di noi ha, nel profondo della propria anima, un senso dell’esistenza e a volte non basta una sola vita per arrivare a capirlo e a scoprirlo. Ognuno di noi passa il proprio tempo alla ricerca disperata di questo senso della vita! A volte la sensazione di caducità e di imperfezione fa sentire ancora più vivi e ti rendi conto di cosa sia la giovinezza solo guardando la vecchiaia: per quelli che non sono ancora vecchi, essere vecchio significa essere stato. Ma essere vecchio significa anche – a dispetto, in aggiunta e oltre “essere stato” – che sei ancora. Il tuo “essere stato” è molto vivo. Tu sei ancora, e uno è ossessionato tanto dall’ “essere ancora” e dalla sua pienezza quanto dall’ “essere stato”, dal passato.
La creatura umana vorrebbe essere immortale e superare l’idea di vecchiaia e morte. Ma non esiste vita senza morte, desiderio senza abbandono… e non esiste illegalità senza legge, infinito senza finito, imperfezione senza perfezione… l’uomo: insieme di contrasti che lo fanno sentire vivo! Sono i contrasti a far desiderare, bramare, vivere… e non è questo che voleva David nella sua vita? Ed è raggiungendo il senso di infinito, perdendosi nella felicità e nello sconforto, eclissando dal reale e sentendosi irraggiungibile e un attimo dopo debole e in balia del mondo che fa sentire liberi, veri e vivi. E David questo voleva…sentirsi libero e vivo!
Non possiamo fare a meno di sapere che cosa ci aspetta a breve scadenza. Il silenzio da cui saremo per sempre circondati. Per il resto non è cambiato nulla. Per il resto si è immortali per tutto il tempo che si è al mondo.

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