Impara l’arte e mettila da parte

Angelo Piedigrossi è stopper di ruolo e a parte le scivolate non sa fare molto altro. Nel bel mezzo di una partita il mister gli urla di fermare l’attaccante, allora lui, Piedigrossi, maglia numero 5, prende la sua rincorsa e scivola verso l’attaccante, e dopodiché prende tutto quello che c’è da prendere. Fuori dal campo Angelo pare ci abbia sempre il pensiero, alle scivolate, c’ha sempre ‘ste gambe scorticate con un rivolo di sangue che gli va giù a macchiare i calzini, e anche quando guarda a una ragazza il dubbio che ci pensi te lo fa venire, perché non riesce a scindere le due cose. Infatti è lì che striscia le suole delle scarpe, come per sentire la qualità del terreno prima di una scivolata. Per lui una scivolata è come una ragazza, ma una ragazza non è la stessa cosa della sensazione che gli lascia una scivolata ben riuscita.   

Siccome il fisico non gli reggerà per sempre per giocare a pallone, certi suoi ex-compagni di squadra, sapendolo incapace di far altro, l’hanno fatto assumere di nascosto in una grossa multinazionale, dove ci stanno a lavorare quasi 1.500 persone, e dove Piedigrossi, un paio di volte al giorno, avrebbe mansione da impiegato ma di fatto ha il compito di uscire lungo i corridoi ricoperti di marmo o gres porcellanato o linoleum e partire giù a scivolare su qualche caviglia a caso. I dipendenti della multinazionale si lamentano, sì, qualcuno addirittura lo si vede piangere, si capisce, per via del dolore iniziale, ma sono più o meno d’accordo e non ce ne sta uno che alla fin fine non si consola con la malattia e i giorni di riposo. Angelo Piedigrossi si ritiene soddisfatto, perché al di fuori del mondo del pallone poteva andargli peggio e invece continua a fare lo stopper, gliel’hanno anche scritto sul bigliettino da visita, stopper, in grassetto; e per di più ha il tempo per curare l’erba delle aiuole della multinazionale, a cui ci tiene come se fosse quella di un campo da calcio. 

Impara l’arte e mettila da parte, ha scritto qualcuno con un pennarello rosso sulla porta del suo ufficio in fondo al corridoio, che quando s’apre è tutto un fuggi fuggi.

Francesco Marsibilio

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