Oll’e craba

Per aiutare la compagna a fare il trasloco Luca Cossu scaricava i pacchi dal furgone e li impilava nell’ascensore, saliva al quinto piano, vuotava la cabina e ricominciava da capo. Solo che i vicini si lamentavano perché così nessuno riusciva a prendere l’ascensore e perché il regolamento di condominio vietava di utilizzarlo per il trasporto di masserizie. C’era stato un diverbio e allora lui, che non sapeva cosa fossero le masserizie e non aveva intenzione di aspettare 10 minuti fra una salita e l’altra, cominciò a trasportare i pacchi su per le scale. La compagna gli diceva di non fare lo stupido e di aspettare, e anche l’assemblea dei condòmini, che si era riunita per l’occasione nell’atrio del palazzo, ripeteva che bastava avere un po’ di pazienza. Però Luca Cossu, che era nato ad Arbus, non dava retta a nessuno. «Ma perché fa così?» chiese uno dei presenti. «Issu? Battiau a oll’e craba», rispose la compagna, battezzato a olio di capra, cioè testardo e spigoloso come tutti gli abitanti di Arbus, uomini e capre. Oll’e craba si fece 5 piani a salire e 5 a scendere almeno una ventina di volte. Avrebbe impiegato di più ma la compagna, ogni dieci minuti, lo aiutava portando su i carichi con l’ascensore.

SOPRANNOMI

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