Una vera sorpresa

Anais Nin riporta un’esperienza dell’autunno 1937 con il fondatore della scuola del surrealismo, André Breton. Breton le aveva raccontato una storia che era “l’esatto contrario di quel che ci si poteva aspettare da lui”. Nel gruppo dei surrealisti si praticava ciò che oggi chiameremmo “happening”, un’azione inaspettata per provocare sorpresa. Con un treno si andava in un luogo sconosciuto e si attendevano gli eventi nella speranza che si verificasse una vera sorpresa. Era il tentativo di rendere atteso l’inaspettato. La storia riportata da Anais Nin rivela quale fosse la disposizione estetica del fondatore del surrealismo. Ecco il contenuto: giorni addietro Breton aveva ricevuto la lettera di una donna, una bella lettera nella quale il succo del discorso era che Breton attribuiva dignità estetica alla sorpresa. Dunque l’autrice della lettera aveva fatto una proposta per una sorpresa: avrebbe incontrato volentieri Breton a mezzanotte sotto il Pont Royal, ma senza rivelare la propria identità. L’ascoltatrice si aspettava che quella storia avesse una fine adeguata. Ma Breton terminò con la frase: “Naturalmente io non sono andato”.

[Hans Blumenberg, Teoria dell’inconcettualità, :duepunti edizioni 2010]

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