Due Ferdinandi

“Sicché ci hanno ammazzato Ferdinando,” disse la fantesca al signor Sc’vèik, che avendo lasciato da qualche anno il servizio nell’esercito per essere stato dichiarato idiota dalla commissione medica militare, ora viveva vendendo degli orribili cani, ibridi mostri per i quali compiva delle fittizie genealogie.
Come se questa occupazione non bastasse, era affetto da reumatismi, e proprio in quel momento si stava frizionando i ginocchi con l’unguento opodeldok.
“Quale Ferdinando, signora Muller?” domandò Sc’vèik senza cessare di massaggiarsi i ginocchi. “Io conosco due Ferdinandi: il primo è commesso al droghiere Prusy, e una volta si bevve per isbaglio una bottiglia di lozione per capelli; poi conosco anche Ferdinando Kòkoshka, che raccoglie lo sterco di cane. Per tutti e due non sarebbe un gran male.”
“Ma nossignore: l’arciduca Ferdinando, quello di Kònopiste, così grasso e così religioso…”
“Gesummaria!” esclamò Sc’vèik.

[Jaroslav Hašek, Il buon soldato Sc’vèik, Feltrinelli 2008]

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