Dall’estero

Gli ‘stati’ europei sono ormai al ridicolo. Credono fermamente di poter salvare l’Italia e la Grecia dal crollo attraverso ‘governi tecnici’ sostenuti dalle rispettive istituzioni politiche. Vivono l’ultimo atto di un crollo che fin dall’inizio, passati certi limiti, era divenuto inevitabile.
L’Europa si incontra alla vigilia di una gigantesca agitazione politica e sociale.
[…]
La situazione italiana è ormai una ‘commedia’: obbligano Berlusconi a rinunciare, per poi governare con una coalizione berlusconiana (che ha una comoda maggioranza al Senato). Il nuovo primo ministro, Mario Monti, chiede garanzie per poter governare fino alla fine del mandato della presente legislatura, come se i politici italiani potessero garantire qualcosa. Il ‘governo tecnico’, che dovrebbe prendere in mano la situazione, non ha alcuna possibilità di reperire i fondi necessari per coprire il debito pubblico del paese, che si stima a livelli di default, salvo che applichi una “patrimoniale”: cioè una tassa obbligatoria sui grandi capitali e le grandi proprietà – il che, ovviamente, provocherebbe le immediate proteste dei grandi capitalisti. Le banche italiane, che hanno nel loro portafoglio il 40% del debito pubblico della penisola, non sono in condizioni di sostenerlo: al contrario, i loro bilanci si deteriorano con la perdita di valore del debito statale. Loro stesse hanno bisogno di un aiuto. Unicredit, la banca principale del paese, sta approntando una ricapitalizzazione di decine di milioni di euro. E’ in corso una fuga generale dal debito italiano da parte delle banche internazionali. Lo prova la caduta libera dei suoi titoli, mentre quelli della Germania salgono. La sinistra italiana – dal Partito Democratico a Italia dei Valori fino a Sinistra e Libertà – si è dichiarata disponibile ad unire le forze con il partito di Berlusconi per permettere al ‘governo tecnico’ di insediarsi. Si giustificano dicendo che bisogna salvare l’Italia. Il crollo del ‘governo tecnico’ sarà però un chiaro messaggio ai suoi sostenitori, per questo la Lega Nord è passata all’opposizione ed ha iniziato il distacco dal partito di Berlusconi. Il crollo di quelli che stanno sopra spinge in alto chi sta sotto.

[Traduzione dell’articolo di Jorge Altamira: “L’ultima tappa della crisi europea“, Prensa Obrera, 17 novembre 2011]

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