E ultima viene la sposa

Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa;
ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa.
[F. De Andrè e R. Danè, Il Testamento di Tito]

Stavo riflettendo sul fatto che, in fondo, i dieci comandamenti “originali” segnano subito una sorta di gerarchia al loro interno. Si parte dal dio in persona, unico, in quanto trattasi di religione monoteista; si va avanti con la famiglia, poi con le regole del quieto vivere sociale (non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso). E ultima? Ultima viene la sposa, persino dopo la più-che-verghiana roba altrui del nono comandamento. Ma possibile? Mi sono andato a informare su wikipedia. Ed è ancora peggio! Non solo la sposa viene per ultima, ma il decimo comandamento che ci hanno fatto imparare a memoria da bambini è incompleto! Nel testo originale – ancorché tradotto – si ammonisce a non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino… Insomma, la sposa come le bestie e come gli schiavi.
Di questa bestialità, Cristo deve non essersi reso conto, però. Sappiamo infatti che Cristo ama la Chiesa come sua sposa, e si è reso esempio del marito che ama la moglie come il suo proprio corpo (Efesini 5,25-28). Oppure lo sposalizio e la bestialità devono avere qualche tratto in comune che a noi sfugge. Come se in fondo si dovesse sempre voler bene alla propria sposa come a una bestiolina domestica, anche se ne combina di tutti i colori!
Qualche esempio di cosa combina la sposa? Don Lelio Cantini, 82enne condannato dal tribunale ecclesiastico per abusi sessuali, partecipa a festini a luci rosse, tra cui uno sadomaso nel 1996 in una parrocchia vicino Cecina; voci non ancora provate parlano della presenza, allo stesso festino, del vescovo ausiliario di Firenze, Claudio Maniago (nomen-quasi-omen), allievo del Cantini stesso. A Siena, invece, il vescovo Antonio Buoncristiani (nomen-poco-omen) è indagato per aver tentato di coprire gli illeciti dell’economo della Curia, monsignor Giuseppe (tira) Acampa, nella gestione del patrimonio immobiliare della Chiesa. A Terni è don Gelmini a essere indagato per molestie sessuali. Però Ratzinger se ne frega e lo benedice con tutta la sua comunità Incontro (che non è un sito internet per single, sia chiaro). Addirittura quel grand’uomo di Giampiero Fiorani, nel luglio scorso, ha dichiarato a verbale di aver versato su conti svizzeri del Vaticano una cosa come 15 milioni di euro; conti su cui ci sarebbero, a sua detta, “due-tre miliardi di euro” (soltanto? Ha pensato qualcuno). A ottobre, un prete showman decide di andare in tv dichiarando la propria omosessualità e i propri approcci coi giovani; per poi ritrattare dicendo di averlo fatto per stanare quei preti che pedofili lo sono veramente.
Ma, in effetti, la sposa ha ormai voglia di andare controcorrente. Lo diceva pure Ratzinger a Loreto, nel settembre scorso: Giovani, andate controcorrente. Non abbiate paura di essere fuori moda. Si potrebbe aggiungere: non vedete come lo facciamo bene noi? Certo, bisogna prendere le adeguate precauzioni! Va bene pure una sposa allegra, ma non troppo! Perché “la promiscuità, la poligamia e la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse possono essere direttamente collegate alla nozione sbagliata di matrimonio” (Joseph Ratzinger, 19.11.2007).
Adesso, non è che qui si sia voluta necessariamente impostare l’equazione chiesa = sposa bestiale. Sennò poi Camillo Ruini (novembre 2007) finisce per dire che un sentimento anticattolico in Italia purtroppo esiste ed è legittimo perché siamo in un paese libero; che la vigilanza sui casi di pedofilia c’è sempre stata anche se è difficile perché chi fa certe cose tende a nasconderle (ma dai!); e che ricco potrà esserlo il singolo ecclesiastico, ma non lo è certo la Chiesa come istituzione. Impostare l’equazione chiesa = sposa bestiale è una cosa che temiamo un po’. Dopotutto, non ha certo fatto una bella fine il Giordano Bruno che nominava “bestia trionfante” quei vizii che predominano e sogliono conculcar la parte divina. Ruini direbbe ancora: la Chiesa è attaccata perché sta vincendo. Come dargli torto?

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